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Si cambia uguale

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Si cambia uguale

Giuseppe Conte

C’è una classifica che dà il segno della nostra fragilità politica nel giorno di Conte che “sale” al Quirinale. Circa ogni due anni, nella seconda repubblica, si cambia composizione dell’esecutivo ed è Silvio Berlusconi il premier con il maggior numero di giorni in sella al governo: 1.412 nel Berlusconi II. Nel suo primo impero solo 251, D’Alema II ci rimase per 126. Altri in ordine sparso: Prodi 722, Monti 529, Amato 411, il “sereno” Letta 300, Renzi 1.024. E Conte? Il primo mandato ha resistito per 461 giorni, nel secondo 509. La Germania, nello stesso periodo della nostra seconda repubblica, ha avuto tre cancellieri. Che cosa significa? Che il prossimo presidente del consiglio (Conte ter o altri) non avrà un minuto da perdere per riprendere i contatti con i leader europei ed entro aprile definire il progetto del Recovery a cui è legato il nostro futuro. L’orologio corre e la nostra naturale campagna di denigrazione aumenta i pregiudizi contro l’Italia, mentre se si tornerà a votare non si sa ancora con quale legge, forse un proporzionale secco. Attendiamo, intanto, a Mondovì, di conoscere il destino di Fabiana Dadone, unico componente piemontese dell’esecutivo (Pubblica Amministrazione). Una cosa l’abbiamo imparata in 27 anni di seconda repubblica: questo Paese cambia moltissimo per restare sempre uguale. Il Gattopardo impera.

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