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Il merito di far riflettere

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Il merito di far riflettere

Centinaia di reazioni, decine di commenti, oltre 100 mila persone raggiunte. Non so se i numeri dei social siano la giusta misura per considerare (nel bene e nel male) un contenuto. Fatto sta che quando abbiamo pubblicato sui nostri canali la lettera di Giorgia, studentessa del Baruffi di Ceva, l’interesse si è polarizzato. Che cosa dice? La pubblichiamo a pagina 25, in pratica è la rivendicazione dell’essere: sono una studentessa, pretendo rispetto per la mia condizione di giovane costretta alla vita pandemica e non permetto a chicchessia di darmi della “viziatella”, tantomeno della “superficiale”. Chiaro, diretto. Peccato qualcuno abbia equivocato che si rivolgesse ai giornalisti perché la nota è stata mandata a Concita De Gregorio, la quale l’ha pubblicata sul suo blog. Si sa, “sparare sulla Croce Rossa” fa sempre sentire forti. Fatto sta che Giorgia (consumata debate), ha colpito perché ha messo a nudo lo sguardo dell’adolescente di fronte allo schermo poco social della vita al computer. Lo avevamo intuito, ma lei è salita di livello: “Se mi lamento di questa condizione ho le mie ragioni e non è mancanza di rispetto per alcuno, è una condizione che non mi soddisfa”. Tutto qui. Piace, non piace? Fa riflettere. Azione dell’animo umano sempre più superficiale. Brava Giorgia.

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