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Mi cambio il nome

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Mi cambio il nome

Il cambio di nome del vaccino “AstraZeneca” in “Vaxzevria” arriva al martedì pomeriggio. Inaspettato nell’attenzione di chi affronta (lettori e dispensatori di notizie) ogni giorno la pandemia. Dall’azienda dicono: "Dare un nome ad un farmaco nuovo è una consuetudine”. Non lo sapevamo. Mi ha fatto venire in mente quei tapini costretti a cambiare nome e/o cognome perché qualche crudele genitore glielo ha appioppato “a loro insaputa”. Però il direttore di banca Felice Mastronzo, il pompiere Savio Boccadifuoco, il veterinario Leone Chicchirichì, lo psicologo Claudio Sguaitamatti (cognomi reali) hanno avuto una ragione evidente per rimediare all’inevitabile imbarazzo durante le presentazioni a cene e appuntamenti di lavoro, no? “Buongiorno, sono Vaxzevria, queste sono le mie credenziali” e mostra il nuovo bugiardino appena pubblicato dall’Ema che dice: “Effetti collaterali: rarissimi casi di trombosi”. Facile pensare che la novità avviene, forse, per mettere una pezza alla vita travagliata di questo vaccino anti-Covid, anche se Berlino l’ha di nuovo sospeso per alcune donne. La credibilità, però, si acquisisce solo con l’efficacia per i vaccini e con le capacità per le professioni, aldilà dei nomi con cui ci si presenta. Caro Vaxzevria, dimostracelo, perché il direttore di banca se stronzo è, lo rimane anche se cambia identità in Felice “Tifaccioricco”.

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