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Gli scontri di martedì 6 aprile a Roma

La notizia che più ha impressionato a poche ore dalla chiusura del giornale, è stata la protesta a Roma e in altre città italiane per le riaperture. In piazza Montecitorio, a Roma, martedì, i tafferugli hanno prodotto un ferito e sette persone fermate. È l’aspetto che temiamo di più oltre al conteggio quotidiano dei morti per covid e la pressione sugli ospedali. Perché il malumore sociale che sfocia nel tafferuglio (la storia insegna) non si sa dove porti. Toccherà agli inquirenti capire. Fermo restando che giudichiamo “inammissibili” comportamenti violenti nei confronti di chi è impegnato a difendere legalità e sicurezza (soprattutto se si accertano infiltrazioni becere), ha fatto effetto sentire la frase “Siamo imprenditori, non delinquenti". Oggi, oltre a logistica, programmazione, occorre una vera “strategia di uscita” dalla pandemia, con una serie di misure graduali e mirate. E sarebbe ora, anche, che fosse il mondo politico e sanitario a parlare con una sola voce su tempi e modi di uscita dalla crisi. Troppe voci fanno rumore. Una sola, autorevole e con un piano convincente, sopisce anche gli animi stremati di chi fa impresa e non vede la luce fuori dal tunnel.

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