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Liberazione

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Liberazione

Quasi una coincidenza, per un solo giorno non c’è sincronismo vero. Il 25 aprile è il giorno in cui ogni anno in Italia si celebra la festa della Liberazione dal nazifascismo, avvenuta nel 1945. Quest’anno il giorno dopo, lunedì 26 aprile, è visto non ancora come la “liberazione” dai limiti costrittivi che ci difendono dalla pandemia, ma comunque come la data in cui potremo, se in zona gialla, allargare un po’ i confini delle nostre libertà. Per esempio sederci in un ristorante (all’aperto). La grande differenza? La presenza del nemico. Quel giorno del 1945 coincise con l’avvio della ritirata da parte dei soldati della Germania nazista e di quelli fascisti della repubblica di Salò dalle città di Torino e di Milano, dopo che la popolazione si era ribellata e i partigiani avevano organizzato un piano coordinato per riprendere le città. L’altro nemico, il virus, invece, il 26 aprile 2021 ci sarà ancora e circolerà subdolo, perfino variando per rendersi più infido. E il concetto di Resistenza fa rima con vaccini, hub, distanziamento, igiene, mascherina. Sappiamo che ci vorrà ancora tempo, facciamo che sia sconfitto anche questo nemico.

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