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Libera Chiesa… e Stato

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Libera Chiesa… e Stato

Camillo Benso di Cavour

La nota con cui la Santa Sede ha manifestato preoccupazione per il contenuto del disegno di legge Zan sull’omofobia non ha precedenti. Per la prima volta nella storia la Chiesa prova a interferire sull'iter di una legge italiana. Su queste colonne non è nuova l’espressione dell’esigenza di uno stato liberale che faccia della laicità uno degli assunti principali. Lo Stato, cioè, non fa propria una morale di matrice religiosa (derivata da una fede). Il principio, pur non essendo citato espressamente, è uno dei concetti fondanti della nostra Costituzione. Significa che la religione e gli obblighi morali che ne derivano non possono essere imposti come mezzo al fine dello Stato. “Libera chiesa in libero stato” (attribuzione incerta a Camillo Benso di Cavour) definisce la concezione separatista in tema di rapporti tra le due realtà. La presunta violazione dei Patti Lateranensi lamentata dalla Santa Sede dice: la legge contro l'omotransfobia viola il Concordato, oltre a minacciare la "libertà di pensiero" dei cattolici. La legge Zan, però, non introduce alcun reato d'opinione, come spesso viene erroneamente detto dalla Lega. Se fosse approvata, tutte le opinioni potrebbero essere espresse senza limiti, con una eccezione: a meno che queste non istighino all'odio, contribuendo a generare una spirale di violenza contro le persone lgbt. Allora perché l’intervento? Si spieghino le ragioni pubblicamente. Si può discutere e tifare, non interferire.

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