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Voto vuoto

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Alle Comunali di sette giorni fa ha votato solo il 54,69%. E nei centri maggiori a casa più di un elettore su due: in pratica ha vinto l’astensione. Avete mai provato a convincere un diciottenne recalcitrante a votare? Nel tentativo vi accorgerete che sarete con più dubbi che certezze sulla validità dei vostri argomenti. Come dare torto, al ragazzo, se ha la sensazione che il suo voto non conti con una conclamata la crisi di rappresentatività delle istituzioni? “O tempora, o mores!”. Eppure Cicerone non poteva sapere l’emozione del voto delle donne nel 1946: ha rappresentato gioia, timore, insicurezza e audacia. Una rivoluzione. Oggi i tempora dicono che il primo voto ha smesso di rappresentare per i giovani l’eccitante ingresso nella vita politica, ma è richiamo a un dovere privo di significato. Il “politico” si chieda come riempire il gesto del voto di un contenuto e uno scopo. Non andate, però a interrogare i manifestanti che distruggono la Cgil a Roma. Lì lo sforzo è vano.

g.sca.

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