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La stanchezza del contagio, la volontà di non mollare

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La stanchezza del contagio, la volontà di non mollare

Non nascondiamocelo. Quando si è appresa la notizia della circolazione della varante Omicron (primo caso in Sardegna) abbiamo tutti sentito un senso di stanchezza. Gli esperti ci dicono che il covid si comporta “da virus”, fa il suo mestiere: crea varianti che possono (non detto che lo siano) essere pericolosi. Gli scienziati lavorano giorno e notte per rispondere a molte domande. I vaccini dovrebbero mantenere la stessa efficacia nel prevenire la malattia e le morti. Ma i non vaccinati corrono un rischio enorme perché la nuova variante sembra essere molto più contagiosa delle precedenti. Stanchi: siamo tornati a fare titoli (anche di apertura di edizione) sul covid perché è impossibile fare altrimenti. Vogliamo, desideriamo tutti passare un Natale più sereno rispetto al 2020, ma il desiderio non deve farci distrarre. Abbiamo tutti capito che i comportamenti sono importanti. A chi fa informazione tocca il dovere di stare all’erta più degli altri, ma anche di non creare allarme, al netto di ciò che capiamo dai virologi veri o improvvisati. Non molliamo, non ce lo possiamo permettere.

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