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“Se stasera… sono qui”

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“Se stasera… sono qui”

“Se stasera sono qui” cantava Tenco, e poi Mina. Se oggi (o stasera) siamo qui a chiederci se arriveremo sani e salvi fino a venerdì (giorno ultimo per l’elezione del Presidente della Repubblica), lo dobbiamo all’evidente irresponsabilità del sistema dei partiti che avevano tutto il tempo di organizzarsi prima di questa settimana di schede bianche e fumate nere. Il nostro Paese non se lo può permettere. Non si può permettere una crisi di sistema e le scene che stiamo vedendo fuori e dentro i palazzi. Cosa si deve sperare? Che non si arrivi ad un nome di parte anche se le rose di nomi, ad oggi, riflettono gli schieramenti. Altrimenti ne usciremo male, perché oggi di tutto c’è bisogno meno un Capo dello Stato “di parte”. L’Italia non è un paese “normale” e siamo in un anno di elezioni. Non è aria, vista la conflittualità dei partiti. A questo punto ci si deve augurare di non provare a mandare Draghi al Quirinale, perché rischiamo di perderlo in una crisi in cui la fiducia non si sa più dove stia e non si può dire ad uno come Draghi, che piace/non piace, ma non è Schettino: “Comandante, salga di nuovo a bordo, cazzo!”. Dall’altra parte, purtroppo, contiamo quanti nomi sono plausibili, oggi, dopo Sergio Mattarella. State ancora cercando nella vostra mente?

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