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Le bombe di pace

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Le bombe di pace

Dopo le “botte” del covid mondiale, dite con sincerità, chi si sarebbe aspettato di scrutare i tg del mattino per sapere se nella notte è scoppiata una guerra mondiale? In molti dicono che “non la vuole e non conviene ad alcuno”, ma non sappiamo che cosa frulli davvero nella testa di alcuni “statisti”. Non sapere se quando leggerete questa colonnina si sarà trovata una vera via d’uscita per non vivere una guerra mondiale è inquietante. Le ultime dicono che “finite alcune esercitazioni le truppe russe sono in rientro” e fanno ben sperare nella descalation. Ora occorre affrontare, nell’agenda dei Paesi, la necessità di “inquadrare” in modo giusto i problemi di quelle zone del mondo: se e quando Ucraina può fare ingresso nella Nato, come gestire il Donbass. Tenendo in conto la legittima e libera determinazione dei popoli e dell’integrità territoriale (dell’Ucraina), in grado un giorno di scegliere il proprio campo di appartenenza. Bisogna ragionare su un’ipotesi di rispetto delle posizioni (tutte): il braccio di ferro non porta a nulla se non alle soluzioni più tragiche. Gli analisti dicono che bisogna trovare una porta aperta per la via d’uscita di Putin. Per dialogare, però, bisogna essere in due. Si chiama diplomazia e dal 1945 ad oggi è stata l’arma più efficace e potente contro la guerra. Speriamo sia ancora in grado di innescare le proprie bombe di pace.

g.sca.

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