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Mala tempora

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“Mala tempora currunt”. I venti di guerra che spirano in Ucraina sono refoli che sbattono in faccia all’umanità, la quale stava provando, con fatica, ma con una certa speranza, a voltare pagina dopo questi mesi così difficili, sferzati dal covid. I nostri “vecchi” ricordano che cosa accadde negli anni Cinquanta, quando gli italiani si stancarono del neorealismo preferendo le commedie. Perché avevano voglia di leggerezza, di sorridere. I nostri tempi stavano per arrivare a distendere quel sorriso, confortati da notizie sul covid non così rassicuranti, ma perlomeno ottimistiche rispetto al recente passato. Ora la crisi ucraina sta facendo scivolare il Covid in secondo piano con le discussioni che sono tutte incentrate su quando verranno tolte le varie misure restrittive, dal green pass alle mascherine fino all’obbligo vaccinale per gli over 50. “Brutti tempi, tempi cattivi”. La frase è attribuita a Marco Tullio Cicerone e, per dovere di precisione, occorre completarla. Concludeva dicendo “sed peiora parantur” ovvero “ma se ne preparano di peggiori”. Non esattamente una profezia ottimista. Del resto si stava avvicinando la fine della repubblica di Roma. Noi, a che cosa ci avviciniamo, oggi, non lo sappiamo ancora.

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