MENU

Giustizia e compromesso

CONDIVI QUESTA NOTIZIA:
Giustizia e compromesso

I video, le fotografie di torture, di corpi carbonizzati, di cordoni umanitari negati, di ospedali bombardati spingono nell’angolo più buio i propositi di mantenere sangue freddo. La guerra in Ucraina è “la guerra”, nel senso che il conflitto bellico, purtroppo, presuppone massacri di civili e tutte le immagini terribili che guardiamo, impotenti, da Bucha. Eppure ciò che è emozione, spesso è lontano dal bene della razionalità: in guerra, però, prima viene il tempo del compromesso, poi quello della giustizia. Che, magari, arriverà con il giudizio della storia perché non sappiamo se ci sarà mai un tribunale che potrà giudicare le crudeltà a cui assistiamo: i crimini di guerra sono all’ordine del giorno. Lentamente, ma progressivamente l’Europa si sta avvelenando. Si avvelenano i rapporti culturali e accademici, le relazioni internazionali, i popoli ai confini di quell’est europeo che parla lingue diverse ma simili nella matrice russa. La guerra è una trappola da disinnescare. Tutto facile a parole, difficile da applicare. Le lancette corrono tra l’incrociata propaganda dei belligeranti. E il mondo che conosciamo sta già mutando sotto i nostri occhi.

Ulteriori informazioni sull'edizione cartacea

Edicola digitale

Sfoglia

Abbonati

le più lette

LE ALTRE NOTIZIE

Powered by Gmde srl