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Datemi del gas

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«Datemi del gas», «Che cosa ne vuoi fare?», domanderebbe Rita Pavone. Serve per scaldarsi e produrre. Una cosa vorrei fosse più chiara nel racconto delle conseguenze di questa guerra assurda sul campo massacrato dell’Ucraina: nel prossimo futuro, senza quello russo, il gas sarà sufficiente o no? Un sondaggio dice che la maggioranza degli italiani è disposta a spegnere non solo il condizionatore (Draghi dixit), ma anche a rinunciare all’auto, dimostrando buona volontà: chi ricorda l’austerity del 1973 con le giornate senza automobili (allora non si diceva “verdi”)? L’embargo totale vuol dire razionamento forte per scuole, pubbliche amministrazioni, fabbriche. Lo dice Nomisma Energia. Occorre essere realisti, inutili i proclami. Non è una critica al governo, ma se comprassimo oggi un gassificatore ci costerebbe miliardi e sarebbe pronto fra 5 anni. In Italia non abbiamo risorse alternativa utilizzabile (la Francia ne ha una nucleare a pochi km dal Piemonte). Dobbiamo ricevere il 96% dell’energia, questo deve essere la prima delle “issue”. Il viaggio ad Algeri dimostra questo e, dice Draghi, “ridurremo di un terzo l’approvvigionamento dalla Russia”, ma solo tra qualche anno. Bonomi (Confindustria), quindi, promuove il tetto al prezzo. Chiarezza, please.

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