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Ancora il cigno nero

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Ancora il cigno nero

Siamo nel mezzo del cigno nero e la prima volta di cui ne abbiamo scritto riguardava l’avvento del covid nel mondo. È la metafora che descrive un evento non previsto, che ha effetti rilevanti e scardina certezze e pregiudizi, riconosciuto con fatica e spiegato solo a posteriori. Non si esaurisce nell'evento, perché il cigno nero innesca effetti profondi, duraturi e imprevedibili. Ci sono, oggi, eventi che stanno azzoppando l’essere umano e ci si pone questioni grandi. Siccità, guerra, scarsità del gas, aumento dei prezzi, costi per le aziende, povertà. Non mancano neanche le cavallette (iattura biblico), in Sardegna. Tanto che il Pnrr andrà modificato, perché i soldi destinati a questo benedetto provvedimento non bastano più. Tra i “cigni” mettiamoci che la politica in Italia (ma anche in Francia) presenta livelli di fragilità preoccupanti ed ecco che, perdonateci, ma le prospettive non ci fanno sorridere. Per non essere troppo lugubri, allora diciamo che l’essere umano è pieno di risorse e quello italico ancora di più. Quando a qualcuno sembra che le persone perdano speranza, è la politica che deve pensare massimamente al bene collettivo del paese… Vabbè, attendiamo la pioggia. Questo possiamo farlo: il vero evento che l’uomo non può governare.

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