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Einaudi dimenticato a Dogliani

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Einaudi dimenticato a Dogliani

Nell’edizione 2022 del “Festival della tv e della comunicazione” di Dogliani concluso domenica, ci sono stati, come sempre, spunti interessanti per chi vive di comunicazione e per il pubblico interessato agli argomenti di attualità. Della cronaca delle giornate riportiamo in abbondanza nelle pagine interne L’organizzazione ha deciso, quest’anno, di inserire anche una parte “politica”, con gli ospiti sul palco a rispondere di programmi ed idee per l’Italia. La scelta è, molto probabilmente, stata dettata dalla vicinanza dell’Election day, anche se gli esponenti politici non necessariamente hanno a che fare con i temi della comunicazione e dei media. Sul palco, per par condicio, Letta e Tajani. Rileviamo una mancanza, un difetto: né l’uno né l’altro hanno citato Luigi Einaudi, nato a Carrù, vissuto a Dogliani, primo capo dello Stato italiano eletto dal Parlamento repubblicano. La riteniamo una dimenticanza non da poco, per l’importanza “liberale” del personaggio e per il rispetto di “ospitalità” nella terra einaudiana. Troppo presi dal confronto di una campagna elettorale tanto brutta quanto volgare, i due esponenti della politica hanno dimenticato uno dei suoi insegnamenti di base: “la libertà, in politica e in economia, non può mai trasformarsi in lotta di tutti contro tutti, non distrugge l’etica, ma è essa stessa costruttrice di moralità”.

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