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Buon voto

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Buon voto

Disillusi, stanchi, straordinariamente preoccupati per il futuro. C’è chi dice che questi stati d’animo produrranno il 42% di astensionismo, domenica, all’Election day e forse ancora non si è detto tutto sulla recessione che verrà. Non votare, però, non è la soluzione. Vivremo un’insolita giornata elettorale. Perché mai si è vista una elezione politica autunnale nella storia repubblicana. In ogni caso c’è, di gran lunga, il primo partito italiano, il partito degli scontenti, dei disillusi, i rassegnati, i non rappresentati, sentimento massiccio anche tra chi, alla fine, depositerà la scheda nell’urna. Ci abituiamo alla surreale campagna elettorale balneare, proveremo il brivido dello sciagurato taglio dei parlamentari senza riforma elettorale. Altro elemento surreale: il voto per il nuovo governo si esprimerà cinque giorni dopo che il mondo (le Nazioni Unite) ha riconosciuto in Mario Draghi lo “statista dell’anno”. È il presidente del consiglio che abbiamo mandato a casa nel periodo più difficile dell’economia italiana dal dopoguerra. Che piaccia o meno il soggetto, che si critichi o meno il suo operato, vallo a spiegare, la prossima estate, ai turisti stranieri perché l’abbiamo fatto fuori dalla guida del Paese. Buon voto. Perchè votare, bisogna.

g. sca.

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