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Il cane è altamente ricettivo verso le nostre emozioni

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Il cane è altamente ricettivo verso le nostre emozioni

Per continuare il discorso sulla fiducia, di seguito un breve excursus, apparentemente una divagazione.
Anche se oggi siamo persone adulte, con responsabilità familiari, professionali e sociali da assolvere, nella relazione col cane conviene tornare ad essere un po' bambini, in tal modo avvicineremo il nostro mondo al suo.
Nell'infanzia infatti la protagonista regina è la purezza, per cui fantasia e creatività si confondono spesso nello stupore, in una sorta di approccio magico alla vita.
La maggior parte delle cose sono nuove, da scoprire per poterne fare esperienza, e attorno a quelle si creano spesse storie dove siamo i protagonisti, una sorta di fiaba che è in fondo un percorso di apprendimento.
Ma a differenza dell'adulto, il bambino non è ancora così rigorosamente razionale, e subisce profondamente il fascino del mistero, soprattutto quando assume aspetti magici.
 “Abracadabra!”, ognuno di noi l'ha detto innumerevoli volte quando volevamo che le cose cambiassero, quale il mago con la bacchetta magica, ma tale parola non è un insieme di lettere senza alcun significato.
Ha la sua origine mesopotamica e il significato è quello di “Creo ciò che dico”, ossia il mio pensiero inteso come intento determina trasformazioni nella realtà.
Il cane è una creatura altamente ricettiva sia delle nostre emozioni che dei campi elettromagnetici prodotti dal nostro cervello, ecco perché spesso ci anticipa in modo sorprendente: ci legge dentro.
Questa è quindi la forma di comunicazione più efficace da attuare con il nostro cane, ed è necessario però che il nostro intento sia forte e chiaro affinché lui possa decifrare precisamente il nostro messaggio o la nostra richiesta.  

Maurizio Luppi

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