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Il cane è un filosofo

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Il cane è un filosofo

Nel mio libro ho intitolato un capitolo “Il cane è un filosofo”, perché relazionandomi con diversi cani oltre che a quelli che mi accompagnano, sono giunto inevitabilmente a questo pensiero, che badate bene non vuole essere una solo mera provocazione.
Il filosofo infatti è colui che è alla ricerca della conoscenza delle cose per comprenderle meglio, e così riuscire a trovare in esse la dinamica di equilibrio per ottenere una visione armonica, ossia un buon modo di vita.
Il benessere infatti è il presupposto di base della felicità, e ogni cane, data la sua dotazione biologica, lo ricerca nella situazione in cui si trova a vivere, adattandosi ma senza però rassegnarsi.
Questo nella maggior parte dei casi, infatti esistono individui che in tale operazione non riescono, per cui manifestano comportamenti di intolleranza o di insofferenza, e allora dobbiamo riconoscere la nostra responsabilità ed intervenire opportunamente.
Essendo peraltro il nostro riflesso, questo stato del cane manifesta che è assai probabile di averlo pure noi, ma represso in angoli reconditi.
Conoscere il proprio cane ed aiutarlo a stare bene riconoscendo quali sono le lacune nei suoi bisogni e colmarle così da risolvere le problematiche, ci aiuta per fare lo stesso nei nostri stessi confronti.
Facciamo un esempio: il cane apatico può esserlo a causa di carenza di stimoli, di avere una relazione anaffettiva col proprio referente umano, a scarse competenze in strategie compensative, alla mancanza di sicurezza per cui si auto limita, un basso livello di auto stima che lo porta a non riuscire a realizzarsi nel tipo di vita che conduce.
Questi però sono anche da intendersi che c'è qualcosa che non va nella nostra stessa vita, per cui vale la pena fermarsi per rifletterci su.

Maurizio Luppi

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