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Dogliani: l’ascensore tra Borgo e Castello è “fattibile” ma servono quasi 2 milioni di euro

Lo studio commissionato a due professionisti è arrivato sul tavolo del primo cittadino Ugo Arnulfo

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Dogliani tracciato

Il possibile tracciato del collegamento tra Borgo e Castello

A Dogliani era grande l’attesa per sapere se il progetto per l’ascensore panoramico per spostarsi da Borgo e Castello fosse effettivamente realizzabile dal punto di vista ambientale, economico e sociale oppure no. La risposta a questo quesito è contenuta nello studio di fattibilità tecnico-economica relativo alla creazione del collegamento mediante un impianto funiviario terrestre che nelle scorse settimane è arrivato sul tavolo del primo cittadino Ugo Arnulfo. «Come emerge dallo studio - spiegano dall’amministrazione comunale di Dogliani - l’ascensore inclinato ad una via di corsa, equipaggiato con cabina da 15 persone, avrebbe una lunghezza inclinata di 86 metri e un dislivello di 44 metri. Sarebbe in grado di svolgere servizio pubblico diurno e notturno, con trasporto in salita ed in discesa, anche di persone con capacità motoria ridotta e di biciclette. Il costo presunto per la realizzazione dell’opera, incluse le stazioni di valle e monte, ammonta a circa 1.900.000 euro».
Come tutti sanno Dogliani presenta ben due centri storici disposti su due differenti livelli: Castello nella parte alta del paese e Borgo nella parte bassa. Di qui l’idea, di cui si è parlato in occasione el consiglio comunale dello scorso 25 ottobre 2019, di collegarli con un ascensore inclinato panoramico totalmente automatico ad uso pubblico. Un progetto ambizioso che potrebbe avere importanti riflessi dal punto di vista turistico: per capire se potrà mai diventare realtà il Comune ha affidato l’incarico di redigere il progetto preliminare a due professionisti “esterni” come l’ingegner Mario Pedrotti della ditta “Funiplan Srl” di Trento e l’ingegner Valter Peisino dello studio “Ingegneria Geotecnica” di Torino. «Lo studio di fattibilità - aggiungono dall’amministrazione - ha anche preso in considerazione i costi di manutenzione che verosimilmente, essendo l’ascensore inquadrato come mezzo di trasporto pubblico alternativo, dovrebbero essere ricondotti all’Agenzia regionale dei Trasporti. È stato avviato un tavolo di confronto con gli enti preposti, per individuarne i finanziamenti, attraverso il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (Fesr)».

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