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Appello della giovane mamma di Dogliani positiva al Coronavirus: «Salvatevi, state a casa»

Il coraggioso messaggio della donna affinché nessuno debba ripetere l’esperienza da lei vissuta

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Appello della giovane mamma di Dogliani positiva al Coronavirus: «Salvatevi, state a casa»

Ha voluto mostrare la foto del suo volto coperto dal casco per la ventilazione sulla pagina Facebook “Sei di Dogliani se…”. Gloria Zara Sigismondi, la giovane mamma doglianese positiva al  Covid-19 che il 15 marzo ha dato alla luce una bimba, ha deciso di far vedere a tutti i segni sul suo corpo lasciati dagli aghi con un obiettivo: convincere le persone a stare a casa per non ripetere l’esperienza da lei vissuta. «Dite a quelli che vogliono uscire - ha scritto - che ogni passeggiatina può costargli decine di buchi nelle arterie e nelle vene... Ah, ricordategli anche che quelli nelle arterie sono dolorosi da impazzire e che ancora adesso che a me non li fanno più, quando in reparto si sente dire “ega” (si, è quella cosa brutta) gli occhi delle persone si chiudono sperando che il cognome pronunciato non sia il suo...».

“Un raggio di sole” era stata definita la nascita di Lisa dall’amministrazione doglianese che,  comunicando la notizia, ha voluto dare un segno di speranza alla cittadinanza in un momento buio. Un lieto evento avvenuto a Cuneo dove la donna, prima ricoverata ad Alba (a Mondovì c’era, invece, sua nonna), era stata trasferita prima del parto. Oggi la giovane mamma è guarita e sta per essere dimessa dall’ospedale: proprio dal suo letto ha pensato di condividere quanto di brutto le è accaduto affinché altre persone non debbano viverlo. «…adesso - ha aggiunto su Facebook rivolgendosi a quanti la conoscono (e non solo) - buona passeggiata, buona coda inutile per due pezzi al market, andate pure alla posta, in banca, al parco perché no, ma se siete genitori, ricordatevi che il vostro bambino non è immune... Ve lo dico perché voglio un pizzico bene ad ognuno di voi, perché magari ho fatto cantare i vostri figli, perché magari mi avete sentita cantare in quella meravigliosa chiesa, ormai chiusa, che riaprirà chissà quando, ve lo dico perché magari siete amici di mia nonna, di mia sorella, o magari no, magari state leggendo e mi detestate, ma io ve lo dico lo stesso... Salvatevi, ne avete le armi, basta stare a casa il più possibile, io ero a termine gravidanza e ho dovuto andare in ospedale a fare l’ecografia, ancora la pandemia non c’era, nessuno aveva la mascherina, c'era un misero disinfettante per le mani e un metro di distanza...».

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