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Cinzia Cellario e Gianfranco Caraglio: «Noi più fortunati di altri produttori ma la parola d’ordine resta “resistere”»

Intervista doppia a due viticoltori di langa

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Cinzia Cellario e Gianfranco Caraglio: «Noi più fortunati di altri produttori ma la parola d’ordine resta “resistere”»

Dopo mesi di forzata chiusura, sabato un po’ in tutta la nostra regione riapriranno bar, ristoranti e pizzerie. Chi durante il periodo di lockdown ha dovuto fare a meno di questi canali di vendita sono i produttori di vino che, al contrario dei titolari di altre attività, sono stati costretti a continuare a lavorare. Tra loro due delle aziende agricole legate alla Bottega del Vino Dogliani: “Poderi Cellario” di Carrù e “Azienda Agricola Caraglio” di Dogliani.

Quanto vi ha danneggiato la chiusura dei locali di somministrazione?

Cinzia Cellario: «In realtà ci ha danneggiato meno di altri perché possiamo contare su una buona percentuale di privati che abbiamo servito “a domicilio”».

Gianfranco Caraglio: «Sicuramente abbiamo dovuto rinunciare alle entrate che i locali garantivano. L’unico canale rimasto è quello delle spedizioni e delle consegne “a domicilio” che ci hanno dato soddisfazione: clienti hanno perfino ammesso di aver consumato più vino durante il lockdown».

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