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Prosegue la rassegna itinerante di Remo Schellino: tutte le proiezioni in programma

I documentari del regista a Garessio, Dogliani, Farigliano, Ormea, Nucetto, Bra, Murazzano, Bene Vagienna e Cuneo

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Prosegue la rassegna itinerante di Remo Schellino: tutte le proiezioni in programma

Continua il tour estivo del regista di Farigliano Remo Schellino che sta portando i suoi documentari nei piccoli centri della “Granda”. Nei prossimi giorni sono previste varie proiezioni, tutte alle 21,15: oggi, domenica 9, a Garessio in frazione Valdinferno (“La luce dentro, storia di Armando”), il 10 a Dogliani Castello (“Sotto la neve pane”), il 13 a Roburent (“Con nuovi occhi” e  “La luce dentro, storia di Armando”, “La sostanza delle nuvole”), il 14 in frazione Naviante a Farigliano (“Il Tempo tra le mani”), il 18 in frazione Chionea a Ormea (“Anche solo per uno dei miei fratelli, don Michele Paschetta” e “J Aboi, il carnevale storico di Ormea”), il 19 a Cuneo, “Zoé in Città” (““E il copione? Il copione dov’è? Dentro di noi, signore. Il dramma è dentro di noi”), il 20 agosto in frazione Ponte di Nava di Ormea (“Anche solo per uno dei miei fratelli, don Michele Paschetta” e “Voci nel tempo, proverbi e modi di dire in dialetto ormeasco”), il 21 a Nucetto, Museo ferroviario della linea Ceva-Ormea (“Dal giorno alla notte, la miniera di Nucetto”), il 27 a Bra (“Quando Bra era regina di cuoi”), il 28 a Murazzano (“Loulou, le frondeur”), l’1 settembre a Bene Vagienna (“Loulou, le frondeur”). Gran finale l’8 settembre a Cuneo (“Avevamo vent’anni, La lotta di Liberazione in Provincia di Cuneo”).  «Mi piace - dice Schellino - l’idea di proiettare i miei documentari nei luoghi periferici,nei piccoli borghi, nei paesini dove il cinema non è mai arrivato».

Di seguito le trame dei documentari:

 

LA SOSTANZA DELLE NUVOLE

Scritto e diretto da Erika Peirano e Remo Schellino

Regiua di Remo Schellino

Durata : 24’

 

 

Le donne di Paroldo, con i loro racconti e ricordi, ci conducono per mano, a ritroso, in un mondo contadino e pastorale che  riaffiora attraverso le loro memorie.

Del resto sono state da sempre le donne ,a tutte le latitudini, a preservare la sapienza delle mani e a tesorizzare le esperienze. Ed è un tratto peculiarmente femminile quello di aver cura, allevare, generare. Da sempre le donne portano con sé il profumo buono della terra, che è femmina, a cui assomigliano nel miracolo della generazione. Una specificità di genere che origina dalla particolarità della relazione tra il femminile e la terra.

Come un lungo filo dipanato, i loro racconti non solo sono veicoli di conoscenza e di saperi  concreti, ma hanno in potenza la sostanza di nuovi progetti di vita, attuali, di nuovi sogni che, come le nuvole, pascolano in cielo con la speranza di trovare una strada sicura per la terra.

 

LA LUCE DENTRO Storia di Armando

Scritto e diretto da Erika Peirano e Remo Schellino

Regia di Remo Schellino

Durata: 28’

La solitudine come scelta, la montagna come casa.
Il documentario racconta la storia di Armando Sereno, l’anziano pastore che vive isolato in una casa ai piedi del Monto Antoroto, a Valdinferno, una frazione di Garessio, in provincia di Cuneo.
I ricordi emergono e così, raccontando, Armando parla della solitudine, della montagna e dello spopolamento che l’ha colpita, degli animali e della loro vita segreta, delle stagioni con le loro grazie e i loro inferni, della guerra, l’unico motivo che lo ha portato via dalla sua baita.
Reduce della Campagna di Russia, Sereno ricorda con precisione quella fase della sua vita e ciò che la guerra gli ha mostrato del mondo.
E poi narra la gioia, lo stupore del ritorno, talora insperato, la tranquilla felicità di potersi ancora dedicare a quegli antichi, rituali gesti, che hanno fatto la sua vita.
Armando vive in modo essenziale;poche cose gli sono veramente necessarie.
In un mondo traboccante di oggetti e desideri indotti, prodotti artificialmente da standard pubblicitari che descrivono un’unica possibile parabola di felicità e che determinano scelte obbligate e sforzi immani quanto inutili di adeguamento, la sua storia è forse un messaggio non voluto, un richiamo alla bellezza dell’essenzialità e alla pace che può regalare la semplice riduzione dei bisogni, la “luce dentro” che riesce ad accendere..

 

LOULOU, LE FRONDEUR
un film scritto e diretto da Remo Schellino e Alessandra Abbona

regia di Remo Schellino  durata : 59’

Nell'estate 2017 Remo Schellino, regista di Farigliano (Cn), riceve una lettera dalla Francia.Chi gli scrive è Danièle Luiset, l'ultima parente prossima di Louis Chabas, detto Loulou, partigiano francese ucciso drammaticamente a Bene Vagienna nel 1945, figura divenuta leggendaria della Resistenza nelle Langhe.Una fotografia in tenuta da partigiano, scattata a Dogliani, e conservata come una reliquia fino alla sua morte avvenuta a 101 anni nel 2013, da Solange Blanchon, madre di Danièle e cugina di Loulou, è il fattore scatenante di questo viaggio alla ricerca del tassello mancante della storia di Louis Chabas. .Il resto è storia nota, almeno, nelle Langhe: Loulou, chiamato Lulù, è il maquisard catturato dai fascisti nel Vercors, poi trasferito nel carcere di Fossano con altri compatrioti, quindi evaso e riparato nelle Langhe, dove i francesi si uniscono alle già esistenti brigate Garibaldi, dando vita anche alla brigata internazionale Islafran.Ma Loulou no. Lui è troppo indipendente, e sotto comandi politici e strutture gerarchiche rigide non sta. Prende una moto, raggruppa alcuni compagni di avventura e lotta: ed ecco la volante Lulù.Azioni rocambolesche, travestimenti, agguati, nascondigli, giovani donne che lo adorano: il piccolo banlieusard della regione lionese nelle Langhe diventa un leone. Di più: un mito, una leggenda che vive per oltre 70 anni.

 

SOTTO LA NEVE, PNE
Regia di Remo Schellino

Durata: 90 min.

"Amico, ti racconterò la storia della mia vita, come tu desideri; e se fosse soltanto la storia della mia vita credo che non la racconterei, perché che cosa è un uomo per dare importanza ai suoi inverni, anche quando sono già numerosi da fargli piegare il capo come una pesante nevicata? Tanti altri uomini hanno vissuto e vivranno la stessa storia, per diventare erba sui colli. È la storia di tutta la vita che è santa e buona da raccontare, e di noi bipedi che la condividiamo con i quadrupedi e gli alati dell'aria e tutte le cose verdi; perché sono tutti figli di una stessa madre e il loro padre è un unico Spirito." Alce Nero vecchio Sioux
Memorie di Langa, Belvedere Langhe. Un paese raccontato dai testimoni della sua terra.

 
CON NUOVI OCCHI  Leonida Prato, una fotografa del secolo scorso
Scritto e diretto da Erika Peirano e Remo Schellino
Regia di Remo Schellino
Durata: 28 min.

E' il ritratto di una donna modernissima quello che emerge da questo documentario biografico su Leonida Prato, fotografa ambulante nata nel 1875 a Pamparato, piccolo centro montano del Piemonte occidentale.
Una donna che scopre l'allora nascente tecnica e arte fotografica dedicandovisi per seguire nei suoi spostamenti il marito Leopoldo, suonatore ambulante.
Romantica, attiva, intraprendente, per amore e per spirito d'avventura, prende decisioni ardite ed è precorritrice di un'indipendenza e di un'autonomia femminile ancora acerba ai suoi tempi.

Il fascino della sua storia ha incuriosito alcuni ragazzi dell'Istituto Comprensivo di San Michele Mondovì (la 2^B della Scuola secondaria di primo grado di Vicoforte Mondovì e gli alunni della scuola primaria di Serra Pamparato) tanto da spingerli a raccontare atrtaverso ricerche ed interviste la vita di questa donna particolare utilizzando lo strumento del documentario.

 

IL TEMPO TRA LE MANI
un film scritto e diretto da Remo Schellino e Carlo Conterno

regia di Remo Schellino

Durata:100’ 100 min. - colore – 16:9 DVD Pal 

Un paese non è soltanto case e strade. Se fosse così, basterebbe un nulla per cancellarlo dalla memoria. Un paese è la sua gente: quella che racconta e quella che ascolta, quella che è viva e quella che è morta.Un paese è la speranza che non tutto vada perduto, che qualcosa rimanga, che il filo della memoria non venga spezzato.Basta una fotografia e il fuoco si riaccende.

Remo Schellino

Il film racconta frammenti di vita di una piccola comunità, quella di Farigliano, dalla voce dei testimoni che narrano, con una fotografia tra le mani, un luogo, un momento, evocano un ricordo vissuto dal periodo bellico fino agli anni '90; il tempo tra le mani. Il concetto di fotografia è scrivere con la luce. La fotografia è un utile strumento per ri-vedere tanto la realtà esterna quanto quella interna. Una fotografia può essere letta in diversi modi, ma possiamo dire che fondamentalmente essa consiste di un contenuto e di un messaggio che relaziona. Mentre il pittore ha davanti a sé una tela bianca su cui raffigurare una realtà ordinata, al contrario, il fotografo ha davanti a sé una realtà disordinata che può decidere come ordinare e ri-comporre. Inquadrare significa letteralmente mettere in cornice. Inquadrando si creano dei margini che delimitano visioni e contenuti. Questo è il vero significato di quella che chiamiamo comunemente una fotografia. Un modo per fermare in un istante il tempo e far affiorare nella nostra mente un momento vissuto, un luogo, un ritaglio di buona malinconia. Un fotografo è un artista e un artigiano, un buon artigiano, qual era Gino Voena che seppe, per più di trent'anni, raccontare la vita di tutti i giorni di un paese di Bassa Langa. Una maniera di vivere, di entrare in relazione con la quotidianità, di guardare cercando di vedere e di capire. Anche i servizi legati a riti religiosi, matrimoni, funerali oppure le leve, sono archivio di una memoria antropologica. In questi scatti rivivono costumi, riti e luoghi ormai scomparsi. Il film narra e racconta memorie e storie di una Farigliano che in parte non esiste più o è mutata : il Ristorante Il Navetto, il gioco dei birilli su terra battuta, la fabbrica di laterizi, la pesca nel Tanaro, l'alluvione del 1994, il cinema parrocchiale, la guerra, la scuola, l'accoglienza in Naviante degli esuli Argentini negli anni '70 che fuggivano da una feroce dittatura.
Un grande lavoro, un diario da lasciare in eredità.

 

DON MICHELE PASCHETTA"anche solo per uno dei miei fratelli..."
Regia di Remo Schellino
Durata: 58 min.  

Più di 70 anni trascorsi in un piccolo paese di montagna a difendere la religiosità e la vita di pochi. Così Don Michele ha condotto la sua esistenza fino all'età di 96 anni a Ponte di Nava frazione di Ormea (CN). Nato nel 1910 si è spento nel 2007; così amava ricordare le parole di Cristo: "Ogni cosa che farete anche al più piccolo dei miei fratelli l'avrete fatto a me".

J ABOI il carnevale storico di Ormea
Regia di Remo Schellino
Durata: 18 min.

"J ABOI" è un carnevale storico originario di Chionea e di Chioraira, due frazioni di Ormea, paese della montagna cuneese ai confini con la Liguria.
La tradizione è stata interrotta negli anni '50 e ripresa qualche anno fa dal gruppo del CAI di Ormea che la ripropone annualmente il sabato di carnevale a Chionea.
La domenica di carnevale "J Aboi" scendono scendono nel capoluogo a festeggiare con le altre maschere.
Alla fine viene bruciata la torre saracena, modello in cartone di quella dei Barchi, altra frazione del territorio.
Il rogo simboleggia la vittoria della popolazione locale sulle invasioni saracene del X secolo.

 

QUANDO BRA ERA REGINA DI CUOI Conciatori e concerie, un secolo di lavoro e di lotte

Durata : 34’ 

"Quando Bra era regina di cuoi. Concerie e conciatori, un secolo di lavoro e di lotte" è una introduzione all'epopea che ha segnato un secolo abbondante di storia economica e sociale all'ombra della Zizzola.
Il documentario fa rivivere quella Storia e quelle storie, ormai remote eppure sempre presenti, di cui sono forniti i dati essenziali attraverso un testo che, impreziosito da citazioni tratte da Giovanni Arpino e Velso Mucci, è messo in scena nei locali della conceria La Novella di via Piumati e della Società di mutuo soccorso dei lavoranti conciapelli di corso IV Novembre.
A consentire l'immersione nella quotidianità dell'epoca contribuiscono inoltre frammenti di video interviste a protagonisti e testimoni del Novecento cittadino attinti al ricco archivio dell'Istituto storico di Bra e dei braidesi.
Una pagina di storia, quella narrata in questo documentario, che, salvata dall'oblio, è affidata alle nuove generazioni.

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