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Carrù, Dario Vallati: «Posti migliori della Reculata non ce ne sono ma di avere l’acqua in casa siamo stufi»

Parla uno dei residenti evacuati nella notte tra il 2 e il 3 ottobre dopo l’esondazione del Tanaro

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Carrù, Dario Vallati: «Posti migliori della Reculata non ce ne sono ma di avere l’acqua in casa siamo stufi»

«Noi adoriamo abitare qui ma, anche se ormai siamo abituati, di avere l’acqua in casa non ne abbiamo più voglia». I coniugi Dario Vallati e Marinella Cavalleris sono due dei circa 20 carrucesi residenti in frazione Reculata costretti a lasciare le loro abitazioni nella notte tra il 2 e il 3 ottobre per via dell’esondazione del Tanaro. Quando 10 anni fa hanno scelto di trasferirsi a 100 m dal fiume erano consapevoli di dover convivere con il corso d’acqua: ora, però, sono stufi. «Posti migliori di questo - dicono dopo averci mostrato i danni subiti, non ce ne sono ma a volte ci chiediamo: chi ce lo fa fare di rimanere?».

Signor Vallati, ci racconta la notte tra il 2 e il 3 ottobre? Il Tanaro vi ha colti di sorpresa…

«Alla sera ero abbastanza tranquillo perché, anche se di pioggia ne era scesa, non avevo la sensazione che il fiume dovesse uscire dai suoi argini. Poi, nel momento in cui alle 22 abbiamo sentito che a Garessio il Tanaro stava diventando un problema, ho preso una torcia e sono andato a vedere di persona: ho visto...».

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