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Presidio degli allevatori della Razza bovina Piemontese, dopo la protesta di fronte a Coalvi ieri l'appello all'Anaborapi: "esca dalla Federazione".

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Presidio degli allevatori della Razza boniva Piemontese, dopo la protesta di fronte a  Coalvi ieri l'appello all'Anopari: "esca della Federazione".

"L’Unione Europea vuole l’autonomia degli allevatori. Lo dice il regolamento europeo 1012 redatto nel 2016. Il Ministero vuole l’autonomia degli allevatori, lo dice la legge 52 che recepisce il regolamento europeo. Ma gli allevatori cui sono rivolti questi provvedimenti non possono godere di questa autonomia e la causa è la Federazione cui le associazioni di allevamenti di razza sono state costrette ad aderire”. È questa la motivazione della protesta portata avanti ieri di fronte agli uffici dell’Anaborapi a Carrù da un centinaio di allevatori di piemontese provenienti da tutta la regione. Non contestano l’Anaborapi: “è casa nostra ed il suo operato in 60 anni ci ha resi un esempio a livello globale nella selezione della razza” dicono. Contestano l’appartenenza dell’associazione alla Federazione “le cui scelte – hanno detto durante il presidio – potrebbero anche costarci l’accesso ai bandi del Psrn fondamentali per le nostre aziende in un momento di crisi che perdura da anni”. Nella lettera consegnata giovedì ai vertici dell’associazione, in occasione del consiglio di amministrazione, la delegazione degli allevatori in protesta ha chiesto ufficialmente che l’Anaborapi uscisse dalla Federazione, circa 150 le firme dei soci. Avrebbero voluto che il consiglio, nella totalità dei suoi componenti, scendesse dove si stava tenendo il presidio per ascoltare le loro istanze. Non lo ha fatto, ma i vertici sì: prima il direttore Anaborapi Andrea Quaglino poi il presidente Renato Giordano. Hanno preso parte ad un lungo confronto che si è esteso alle sofferenze sul mercato, già denunciate con un presidio degli stessi allevatori lo scorso 9 dicembre di fronte agli uffici della Coalvi, all’aumento della quota associativa decisa senza che prima venissero informati i soci. Sull'uscita dalla Federazione il presidente Giordano ha spiegato: "non è possibile, è un organismo necessario alle attività di coordinamento delle Ana, e non è affatto un ostacolo fra noi e il ministero, ma un interlocutore utile".

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