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VIDEO - Gli allevatori della Piemontese tornano a protestare davanti al Coalvi: «Vogliamo risposte»

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“Alla base del malcontento c’è una forte speculazione (sui banchi della grande distribuzione la carne Piemontese è stata sostituita con vitelli e meticci allevati in grandi centri di ingrasso) e il perdurare di una crisi economica con una perdita del 25% del valore dei capi da macello, rispetto ad un anno fa”. Così nella lettera consegnata stamane da un centinaio di allevatori di razza bovina piemontese ai direttori di Coalvi e Anaborapi Giorgio Marega e Andrea Quaglino. Sono gli stessi allevatori che il 9 dicembre scorso avevano chiesto un incontro con entrambe le associazioni affinché ascoltassero le loro istanze e soprattutto proponessero delle soluzioni ai problemi sofferti dal comparto: sensibilizzare gli allevatori a produrre in maniera conforme al mercato, maggiori controlli su tutta la filiera “a cominciare dalle stalle e fino ai banchi di macelleria”. Il direttore Coalvi Marega, presente al presidio con Quaglino dell’Anaborapi, ha annunciato che le istanze verranno valutate punto per punto nel corso del Consiglio di Amministrazione convocato per il prossimo mercoledì. Marega ha fatto una disanima delle cause all’origine dei problemi sofferti dagli allevatori: «L’emergenza sanitaria ha avuto un peso sul comparto, meno commesse dalla grande distribuzione, sono venute a mancare le mense. Si stanno cercando nuovi mercati, in Piemonte, al sud, all’estero, abbiamo una macelleria a Praga e dei centri a Lussemburgo, abbiamo pronta una campagna promozionale tradotta in inglese, in francese e in tedesco. Lo scopo sarà quello di riequilibrare il prezzo ottenendo una maggiore domanda».  

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