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Il Piemonte torna “arancione”, lo sfogo di una ristoratrice di Murazzano: «Non è cambiato niente»

Ci scrive Elena Canavero del ristorante “Da Lele”

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Il Piemonte torna “arancione”, lo sfogo di una ristoratrice di Murazzano: «Non è cambiato niente»

Dopo quattro settimane in zona “gialla”, causa risalita dei casi di positività al Covid-19, il Piemonte tornerà “arancione”. Questo significa una nuova serrata per i ristoranti che da lunedì possono proporre i loro piatti solo da asporto o a domicilio fino alle 22: comprensibile la delusione di chi sperava, con l’avvento di Mario Draghi, in un cambio di strategia. “Il 2020 - scrive Elena Canavero del ristorante “Da Lele” di Murazzano  in una lettera indirizzata “idealmente” al nuovo premier - l’ho finito menzionando una canzone di Vasco Rossi, “Voglio proprio vedere come va a finire”, purtroppo non è cambiato niente. Non sono laureata e non faccio parte del comitato scientifico, ma sono una giovane mamma con la passione della ristorazione. Ho dedicato tutta la vita a questo lavoro e non faccio altro che servire ai tavoli. Parlo a nome mio e a nome di tutti i ristoratori e baristi che vivono nella paura e nella precarietà di esser cambiato di categoria dal giorno alla notte. Continuando a colorarci di arancione, caro presidente, mettete in difficoltà il nostro settore”.

A far rabbia anche il fatto che le nuove chiusure arrivino nonostante gli sforzi compiuti dai titolari di bar e ristoranti per adeguare i loro locali alle norme. “Abbiamo esaudito le vostre richieste - scrive ancora la giovane imprenditrice -, ci siamo adattati al metro tra una persona e l’altra, ai tavoli per un massimo di quattro persone, abbiamo limitato gli orari e insegnato alle persone a come lavarsi le mani. Ci siamo adeguati a fare i controllori, i vigili, ci siamo sentiti tutto tranne che camerieri, baristi e cuochi. Siamo stati disposti a tutto quello che ci avete imposto ma, a conti fatti, non è servito a nulla. Sono certa che se ce lo chiedeste, saremmo anche in grado di portare i vaccini nei vassoi”.

Dopo un mese i ristoratori si sono ritrovati nuovamente con i frighi pieni e tanta perplessità. Possibile che anche il nuovo Governo li consideri “untori”? “Vi assicuro - conclude la Canavero - che nel caffè non troverete la variante brasiliana e nel ripieno dei ravioli quella inglese. La  notizia della zona arancione ha buttato tutti noi, ancora una volta, nel baratro e nella disperazione , per non parlare dei nostri ragazzi e ragazze che lavorano con noi rinunciando a tutto. Ho scritto questo sfogo con la consapevolezza che nulla cambierà, che ci chiuderete ancora, ma con la speranza che capirete quanto tutto questo non stia permettendo ad un intero settore di svegliarsi sereno ogni mattina”. 

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