MENU

Appello dei consorzi a tutela degli allevatori di Razza Bovina Piemontese

In sofferenza a causa di un mercato che non privilegia la qualità

CONDIVI QUESTA NOTIZIA:
Appello dei consorzi a tutela della Razza Bovina Piemontese


Nonostante si tratti di un’eccellenza la produzione di carne di razza bovina piemontese è in sofferenza. Uno studio realizzato sulla redditività dell’allevamento della Razza Piemontese, evidenzia come la maggior parte del 95% degli allevamenti di Razza Piemontese registri numeri in perdita, soprattutto a causa di una flessione dei prezzi dei bovini maschi del 25% che perdura da mesi e mette a serio rischio la sopravvivenza di molte realtà. l lavoro è stato svolto su tre realtà produttive (ciclo chiuso, ciclo aperto in pianura e ciclo aperto in collina) e, per ciascuna, su un campione di tre aziende, elaborando in totale il risultato economico di 9 allevamenti che spaziano fra due estremi di efficienza produttiva. d aggravare la situazione si aggiunge l’orientamento di operatori commerciali che redigono disciplinari di produzione di forte interesse per i consumatori, ma di altrettanto forte impatto economico sui produttori, considerando che il loro rispetto comporta un onere aggiuntivo, tutt’altro che trascurabile. I dati sono stati condivisi con i principali operatori del comparto in un convegno organizzato in via telematica il 7 giugno scorso. Hanno partecipato al convegno alcuni componenti dei Consigli di Amministrazione di Coalvi, Anaborapi, Arap, Co&Co, Compral, Amici della Piemontese, La Granda ed Asprocarne che hanno condiviso la necessità di rivolgere un appello corale. Chiedono che vengano individuate misure efficaci nel sostegno di un’attività strategica per la nostra regione e si sensibilizzino le filiere private che richiedono, chi più chi meno, ulteriori investimenti in materie prime particolari o in gestioni sanitarie e o di management aziendale a riconoscere un prezzo adeguato, maggiore del mercato in relazione alle richieste presenti nei disciplinari di produzione. “L’appello è rivolto agli operatori del dettaglio tradizionale affinché prendano atto delle difficoltà di un settore così strategico e imprescindibile per la loro stessa attività – si legge nella nota a - , e si adoperino per riconoscere ai produttori il giusto valore alla qualità della materia prima che sono soliti utilizzare e, giustamente, vantare presso i consumatori.

Ulteriori informazioni sull'edizione cartacea

Edicola digitale

Sfoglia

Abbonati

le più lette

LE ALTRE NOTIZIE

Powered by Gmde srl