| MONCHIERO – Disagi e malumori avevano accompagnato l’interdizione del passaggio sul ponte di Monchiero, ceduto strutturalmente la scorsa primavera per poi subire un crollo definitivo nel mese di maggio. Si era quindi reso necessario deviare il traffico sull’unica strada che attraversa il centro abitato del paese basso, sollevando le proteste dei residenti per il passaggio dei mezzi pesanti sulla Sp 12. Quando si raggiunge l’incrocio di Monchiero automaticamente si volge lo sguardo verso il fiume sperando che prima o poi quella strada possa essere riaperta per ricondurci velocemente al Fondovalle Tanaro, poi rassegnati si tira dritto in direzione Narzole, interrogandosi se e quando ritornerà tutto come all’origine. Buone nuove ci attendono, infatti il si deciso arriva dalla Provincia, che ha approvato recentemente il progetto preliminare per la ricostruzione del nuovo ponte e a confermacelo è lo stesso vice presidente Giuseppe Rossetto. “Dopo la segnalazione di un camionista – spiega Giuseppe Rossetto – che aveva notato una svirgolatura di una pila del ponte centrale che denotava un cedimento della fondazione, i nostri tecnici furono chiamati ad effettuare un sopralluogo in collaborazione con il professor Mellano del Politecnico di Torino. A loro fu chiesto di trovare una soluzione che consentisse il consolidamento delle pile e fondazioni sperando che non cedessero più. In un primo tempo furono tolte le briglie a monte di Monchiero per deviare l’acqua dal punto più soggetto alle sollecitazioni delle eventuali piene. Poi la notizia della caduta del ponte dovuta alle piogge battenti che avevano fatto convogliare tutte le acque da montagne e colline con successive frane e cedimenti a monte. Per fortuna nessuno si è fatto del male, in quanto abbiamo saputo che nonostante i divieti cavalli, biciclette e pedoni passavano ugualmente.
Noi eravamo proiettati verso una ristrutturazione ma dopo questo danno non era più possibile, potevamo però salvaguardare una spalla per contenere i costi. Il progetto preliminare è già stato messo nel bilancio delle opere pubbliche 2011, appena possibile quindi provvederemo ad approvare quello esecutivo. Chiaramente la cifra da impegnare non è esigua si tratta di 3 milioni di euro circa che sono stati ricavati da risorse destinate a suo tempo da Stato, Regione Provincia per integrazioni del dissesto idrogeologico del territorio.
Attraverso economie di spesa individuate, siamo riusciti a finanziare una perizia esecutiva di 350 mila euro per la rimozione delle macerie e la riduzione dell’alveo da parte dell’impresa Preve di Mondovì che ha eseguito i lavori di pulizia e rimozione delle macerie già quest’estate. Se continuiamo a seguire le tempistiche di approvazione e asta pubblica di appalto senza intoppi penso che il ponte di Monchiero potrebbe essere completato verso la fine del 2011.
A bilancio è stato messo anche il Rio Diavolo di Dogliani ma senz’altro l’opera più importante è quella del ponte di Monchiero. Vorrei evidenziare il grande impegno professionale dei nostri ingegneri Giamello e Novello che hanno lavorato con cura e dovizia”. La nuova struttura del ponte manterrà i 100 metri di luce totale con tre campate centrali una di 40 metri di luce e le altre due laterali 30 metri. In questo modo sarà più facile smaltire le piene e il deflusso del materiale galleggiante. Le pile saranno in calcestruzzo l’orditura principale in acciaio, la soletta in calcestruzzo. Si cercherà di andare a ripristinare la linea storica della costruzione.
Le fondazioni saranno fissate su pali profondi in modo da garantire stabilità all’opera contro lo scalzamento delle briglie in caso di alluvioni. Nelle fasi si progettazione si è collaborato con il Magistrato del Po, seguendone le indicazioni per verificare le richieste e congruenze prima di proseguire.
Sandra Aliotta
Nella foto: L'immagine del ponte crollato
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