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Grande pathos con l’Orchestra del Regio di Torino

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Gli Amici della lirica di Ceva, Garessio e  Magliano  hanno nuovamente  regalato un momento di grande pathos quando l’Orchestra del Regio di  Torino  diretta, per l’occasione, dal Maestro Donato Renzetti, ha introdotto il NABUCCO con le note celeberrime del VA PENSIERO.
Il Maestro, una delle più affermate bacchette a livello mondiale, non ha sbagliato un colpo mentre l’Orchestra ha saputo rispondere con altrettanta bravura ai suoi ordini appena accennati ma, così imperativi e trascinanti, da incantare letteralmente il pubblico con applausi a scena aperta. Oltre ai protagonisti tradizionali che hanno ripercorso il capolavoro verdiano con grande intensità di voce e d’animo, il Coro è stato l’altro grande protagonista che ha saputo portare alla luce le pagine più belle e sconosciute dell’opera. Dieci repliche, dal 15 al 22 febbraio, un solo commento: bravi!
Il Nabucco, opera monumentale, amatissima grazie alle maestose pagine corali quasi da due secoli impresse nella memoria collettiva del pubblico, è decisamente difficile da cantare e mettere in scena. Segna anche l’inizio della grande carriera e della fama immortale di Giuseppe Verdi che, con questo titolo nel 1842 conobbe finalmente il successo dopo un periodo famigliare  infausto ( la morte della moglie e dei due figli) che influì negativamente sulla sua musica. Fu l’Impresario Bartolomeo Merelli a insistere e a proporre al giovane Maestro un libretto firmato Temistocle Solera, dal titolo di NABUCODONOSOR.
Nel leggere il libretto, il suo occhio cadde sulle struggenti parole in cui il popolo di Israele piange il ricordo di Sion. I commoventi versi divennero con Verdi il coro  “ Va, pensiero, sull’ali dorate” immediatamente assurto a inno risorgimentale.
Aldilà dell’aspetto immediato, il nuovo allestimento di Andrea Cigni sottolinea invece il dramma del singolo come motore dell’intera vicenda.
E, lo stesso Cigni, sottolinea infatti che “ è il senso di solitudine che con forza impone una riflessione meno scontata sul dramma umano”.
Sulla scena infatti si intrecciano  amore, comprensione e unità che vengono soppiantati da invidia, rancore, arroganza, rabbia.
Il  TEATRO REGIO, sabato scorso, in occasione della decima replica, ha veramente saputo tributare un grande omaggio all’Opera di Verdi. Applausi a scena aperta, autentiche ovazioni. E, quando al termine della rappresentazione il pubblico continuava con gli applausi chiedendo a gran forza il bis per il Coro della terza parte, le luci si sono accese come per dire no, non è possibile. Siamo usciti dopo tre ore di spettacolo, felici di aver assistito ad un ‘Opera immortale, in attesa del prossimo spettacolo, con la promessa di rinnovare l’abbonamento per un momento di vera cultura.

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