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La scuola dev’essere l’impegno basilare per un Comune

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L'angolo dei lettori

Caro Direttore,
si sta discutendo, ormai da molto tempo, sulla gestione della Scuola d’infanzia di San Giacomo di Roburent, ma pare che le nubi amministrative si intensifichino, anziché diradarsi. Si sentono infatti voci, ben più che illazioni, molto preoccupanti. Ipotesi di alti Amministratori che vorrebbero addossare alle famiglie quote di frequenza assai elevate, vi è chi ipotizza addirittura 1.000 euro per alunno “perché se i genitori dovessero assumere una baby sitter spenderebbero di più”. A parte il fatto che probabilmente i Comuni non possono addossare costi ai frequentanti le Scuole Statali di nessun genere e che la scuola d’Infanzia non è obbligatoria, sicuramente le famiglie possono rivolgersi ad altre scuole pubbliche. Nel caso specifico i montaldesi, che sono ora 8 su 12 frequentanti, posso rivolgersi a Torre Mondovì, ugualmente distante e con spese di carburante simili, per cui il servizio pubblico di San Giacomo di certo sparirebbe.
Se i Comuni non capiscono che la Scuola, in genere, è un basilare impegno sociale e non la privilegiano, tagliando altri impegni non essenziali, ma veri e propri orpelli, l’azione amministrativa è ben poca cosa.
Romolo Garavagno, consigliere comunale di Roburent

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