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Una storia molto triste

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L'angolo dei lettori

Caro direttore,
sento il dovere di raccontare ai suoi lettori una storia molto triste. Eccola: un mio nipote ebbe una cerebropatia infantile che gli procurò un serio deficit intellettivo. Sin da bambino è sotto tutela del Tribunale ed il giudice tutelare gli ha nominato un curatore. In Comune, dove ha lavorato per 32 anni come invalido civile, gli volevano tutti bene, perché è un buono, un mite, come un bambino. Il nipote aveva un conto corrente aperto presso una banca cittadina. Conto che un anno fa è stato chiuso perché troppo oneroso. Ne è stato aperto un altro presso una banca privata, operante in città. Il conto per 36 mesi sarà assolutamente a costo zero e gli interessi attivi allo 0,50%. Pattuizione scritta e sottoscritta (medesime condizioni praticate anche al mio conto corrente). Due anni fa il nipote è andato in pensione indicando all’Inps gli estremi della banca presso la quale si serviva. Lo scorso gennaio 2020, trascorsi due anni dal pensionamento, l’Inps ha posto in pagamento il Tfr, appoggiando l’importo rilevante sulla vecchia banca che, nonostante fosse a conoscenza delle nuove coordinate e dei recapiti del curatore, lo ha respinto a Roma. Pura cattiveria verso un soggetto molto fragile! Ho provveduto a segnalare l’accaduto al Giudice tutelare, nonché al Comando dei Carabinieri.
Morale: sono certo che la persona che ha commesso il fatto, il sommo Dante lo caccerebbe sicuramente nel girone dei vigliacchi!
Grazie per l’ospitalità.
Carlo Ramondetti

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