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Lockdown in montagna, Bussone (Uncem): "Sì ad accoglienza in seconde case, ma in sicurezza. Molti dalla città verso la montagna, per scelta. Chi va nei borghi, compri nei borghi"

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Lockdown in montagna, Bussone (Uncem): "Sì ad accoglienza in seconde case, ma in sicurezza. Molti dalla città verso la montagna, per scelta. Chi va nei borghi, compri nei borghi"

Riceviamo e pubblichiamo, da Marco Bussone, presidente Uncem, Unione nazionale Comuni Comunità ed Enti montani:

«La giornata di ieri (giovedì 5 novembre), dopo l'uscita del DPCM, ha consentito a molti italiani di spostarsi dalle aree urbane verso le aree montane. Non è retorica e non è un fenomeno semplice da mappare, nei numeri, ma esiste è nessuno deve sentirsi 'sfollato' come ho letto in qualche intervista nelle ultime ore. In sicurezza e seguendo le regole, chi si è trasferito in seconde case o case in affitto, ha fatto una scelta. Uno scambio 'metromontano' che avevamo già registrato da maggio a settembre. Scelte precise, per trovare fuori dalla città nuove dimensioni di vita, spazi diversi da quelli urbani. Un fenomeno che può aprire a nuova residenzialità, permanente o parziale, anche per i prossimi anni. Lavoriamoci, incentiviamo la residenza, il trasferimento, il recupero di immobili e opportunità di lavoro. Positiva in queste ore l'accoglienza dei Comuni montani, dei paesi, per chi si è spostato dalle città. Ma chi arriva, anche per un periodo breve e dovrà studiare o lavorare a distanza, ha necessità di connettività adeguata e servizi. Sulle infrastrutture digitali, oltre a rimarcare il gravissimo ritardo del piano banda ultralarga, invitiamo a verificare la copertura wireless nei territori montani che è sempre più elevata e positiva grazie a molti internet provider lungimiranti. Chi arriva sui territori, chi starà nel prossimo mese nei Comuni montani spostando il domicilio, deve però accettare alcune regole. La prima? Compri ogni giorno nei borghi. Acquisti i generi alimentari nelle botteghe dei paesi. Lo diciamo da vent'anni e lo ripetiamo oggi. È una forma di rispetto, interazione, dialogo, della quale abbiamo bisogno. La montagna accoglie. Tutti agiscano in sicurezza. E con buonsenso. Come quello che tutte noi Istituzioni, dagli Enti locali al Governo passando per le Regioni, dobbiamo mettere per consentire ai concittadini di muoversi lungo la valle per le esigenze di acquisti e lavoro. I confini non sono il piccolo Comune, ma la valle". 

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