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Riforma del catasto: riforma fiscale o opportunità urbanistica?

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Riforma del catasto: riforma fiscale o opportunità urbanistica?

Giampiero Caramello (Forza Italia Mondovì)

Gentilissimo Direttore,
il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge delega per la revisione del sistema fiscale. Tra le novità si tratta anche dell’ormai “famigerata” Riforma del Catasto.
Sono oltre vent’anni che si sente parlare di questa riforma, di fatto non ancora predisposta perché molto complessa. Il mio auspicio è che il Governo e i parlamentari si interfaccino con gli Ordini Professionali e con le associazioni di categoria, prima della stesura completa dei decreti attuativi, perché la normativa catastale è fortemente correlata sia con quella tributaria che con quella urbanistica.
Occorre capire in che modo saranno modificate le rendite e di conseguenza i valori catastali, poiché le variazioni che si apporteranno avranno diverse ricadute dal punto di vista del gettito fiscale.
Nello specifico, se si aumenta una rendita, si aumenta di conseguenza il valore catastale mediante il quale si calcolano le imposte comunali, come l’I.M.U, se i rispettivi coefficienti moltiplicatori e le relative aliquote non saranno abbassate. Ma non solo. Aumentando i valori catastali si aumenta il gettito delle imposte che si andranno a pagare per i trasferimenti di proprietà, come atti di compravendita, immobili che cadono in successione, donazioni. Il meccanismo della revisione degli estimi e delle rendite catastali è quindi molto sensibile perchè interessa gli immobili nel loro complesso ed è per questo motivo che devono essere fatte valutazioni di natura tecnica ed economica.
Il valore di un immobile dipende anche dalla zona in cui esso è ubicato. E’chiaro che il valore di un fabbricato collocato in un’area dotata di servizi primari, come autostrade, ferrovie, aree industrializzate, avrà un valore diverso rispetto ad un altro fabbricato identico, ma ubicato nella periferia di una città, sprovvista di servizi.
Il rilevamento di fabbricati che sono sfuggiti all’accatastamento e quindi al pagamento delle relative imposte,(provvedimento già emanato nell’anno 2010) comporta di accertare se quell’immobile ha il diritto di esistere, poiché nell’accatastamento occorre dichiarare la data di fine lavori e quindi stabilire se realizzato in data antecedente al 01/09/1967, periodo in cui è stato stabilito l’obbligo della richiesta di Concessione Edilizia per la costruzione di un immobile, oppure se costruito in data successiva. E’ doveroso porsi il problema della regolarità edilizia, soprattutto oggi, con l’introduzione del Superbonus e delle diverse agevolazioni fiscali previste per le ristrutturazioni. Individuare immobili non in regola sotto l’aspetto catastale, incamerare le relative imposte senza considerare l’aspetto urbanistico, a parer mio, comporta un grave errore nell’impianto della norma, poiché ancora oggi, il Catasto non è probatorio. Occorre quindi che il Governo faccia una scelta coraggiosa e che riapra i termini per un ultimo condono edilizio, strutturato e regolamentato in modo serio e rigoroso, al fine di avere i fabbricati che ne hanno i requisiti perfettamente regolarizzati non soltanto dal punto di vista tributario catastale, ma anche sotto il profilo urbanistico.
Giampiero Caramello,
coordinatore cittadino e consigliere comunale di Forza Italia Mondovì

 

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