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Quando la tesi di laurea si fa grazie anche alla passione per la bici. La doglianese Marta Macciò ha scelto l'argomento del cicloturismo nelle nostre zone

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Quando la tesi di laurea si fa grazie anche alla passione per la bici. La doglianese Marta Macciò ha scelto l'argomento del cicloturismo nelle nostre zone

Riceviamo e pubblichiamo:

Sono un’appassionata ciclista e per questo motivo nella mia tesi di laurea ho deciso di prendere in considerazione che cos’è il cicloturismo e il legame che esso ha con la Provincia di Cuneo, dove vivo. Grazie alla bicicletta ho imparato ad apprezzare dei luoghi che un tempo guardavo semplicemente dal finestrino della macchina. 

In seguito alla pandemia causata dal Covid-19 nel 2020, sono sempre di più gli individui che decidono di utilizzare la bicicletta per passare il tempo libero, per praticare un’attività Outdoor o semplicemente per recarsi sul posto di lavoro. Il lockdown inoltre ha favorito in modo notevole il bisogno di libertà e la bicicletta si rivela uno dei metodi migliori per poter stare all’aria aperta ed evitare dei contatti troppo diretti e vicini con le altre persone. 

L’aumento di individui che si avvicinano al mondo dei due pedali fa incrementare in modo notevole anche lo sviluppo del turismo sostenibile e di conseguenza la pratica del cicloturismo accresce.

A partire dalla seconda metà del 2020 in Italia iniziano a cambiare diversi aspetti legati alla mobilità e questo porta ad un maggiore utilizzo della bicicletta muscolare o elettrica. Molti comprendono che spostarsi con le due ruote non solo porta beneficio alla salute, ma permette anche di non inquinare l’ambiente circostante. 

Nella mia tesi di laurea mi sono concentrata in particolare modo sul legame che si può creare tra la Provincia di Cuneo e l’utilizzo della bicicletta con il fine di visitare e scoprire nuovi luoghi. Possiamo affermare che questa zona geografica del Piemonte ha delle caratteristiche che si prestano bene alla pratica del cicloturismo e a tutte le attività Outdoor. Gli elementi naturali che prevalgono maggiormente in questa provincia sono le colline e le montagne: questo ci permette di comprendere che le salite sono quasi inevitabili, anche se sono presenti alcuni percorsi più pianeggianti praticabili in bicicletta paralleli ai fumi principali del cuneese. 

Una zona che viene molto apprezzata dai turisti, in particolare modo da quelli stranieri è quella delle Langhe, Roero e Monferrato, diventate Patrimonio Unesco a partire dal 2014. Nella mia tesi di laurea ho preso in considerazione come esempio di luoghi molti visitati La Cappella del Barolo, Il Cedro del Libano ed il Castello di Grinzane Cavour: si tratta di zone facilmente raggiungibili con una bicicletta elettrica e durante il percorso è possibile ammirare un panorama molto suggestivo e le ricchezze culturali della zona della Langa destinata alla produzione del Barolo. 

Successivamente ho analizzato tutti i territori che fanno parte del Galmongoie, ovvero una società consortile rappresentata da 46 comuni e 41 fra questi sono appartenenti alle cinque Unioni Montane: dell’Alta Val Tanaro, del Mondolè, del Monte Regale, delle Valli Monregalesi delle Valli Mongia Cevetta Langa Cebana e Alta Valle Bormida. 

Questi ambienti sono caratterizzati dalla presenza di diverse tipologie di territori: alcune zone sono pianeggianti, per esempio quelle situate nella pianura cuneese. In altre zone le vallate alpine dominano i paesaggi ed infine anche alcuni paesi delle Langhe fanno parte del G.A.L. 

Per spiegare in modo più concreto e pratico come si può sviluppare un itinerario cicloturistico, ho deciso di parlare della Via del Sale con partenza da Limone Piemonte ed arrivo a Ventimiglia (IM). Questa strada sterrata ex-militare collega le Alpi Piemontesi e Francesi al mar ligure e si snoda tra i 1800 e i 2100 metri di altitudine. 

Marta Macciò

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