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Disagio sociale del mondo del lavoro: la voce di imprenditori che non vogliono “galleggiare”

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Disagio sociale del mondo del lavoro: la voce di imprenditori che non vogliono “galleggiare”

Con questo testo siamo a rappresentare il disagio sociale economico del mondo del lavoro italiano. La situazione sta drammaticamente degenerando e aggravandosi negli ultimi semestri. L’aumento del costo della vita legato all’ingiustificata impennata dei costi gestionali della vita e del lavoro (luce e gas) non dà più spazio a una sufficiente dignità di emancipazione economica a lavoratori e imprenditori.

Il cuneo fiscale opprime la possibilità di rilancio economico del paese; da una parte gli imprenditori a fronte di lavorazioni esborsano paghe orarie troppo elevate, ma in contropartita i lavoratori percepiscono una porzione netta troppo bassa rispetto alle trattenute di tassazione.

Questo abbatte la redditività economica del lavoro, sia a carico dei lavoratori che a carico degli imprenditori, congelando il potere di acquisto e fermando l’economia.

L’assurdo sistema dei bonus, utilizzato in modo trasversale da questo governo, non va a compensare in alcun modo l’ammalata economia italiana, ma crea soltanto una drogatura del mercato economico e un’illusione temporanea di ripresa economica.

Il continuo stravolgimento delle regole economiche e delle modalità di applicazione delle misure dei bonus, i contributi a fondo perduto, l’assistenza sociale a fondo perduto data a pioggia sfiduciano i cittadini e allontanano la società dalla responsabilità e dai doveri.

Ormai si è diffusa la consapevolezza che l’emancipazione economica non si raggiunge più con il sacrificio lavorativo, ma che in Italia si vive meglio nulla facendo e galleggiando in uno stato di incertezza e di assistenzialismo acrobatico.

La cosa più allucinante e drammatica è il silenzio delle confederazioni di rappresentanza sindacale che in nessun modo rappresentano gli interessi de lavoratori e degli imprenditori, ma tacciono al solo scopo di auto mantenersi e di auto proteggersi per non contraddirsi con un sistema politico assurdo che le sostiene.

La burocrazia ai massimi livelli storici e L’assurdità delle regole che sì contraddicono e ripetono tra di loro congelano lo spirito imprenditoriale e distruggono lo sviluppo economico.

Non è più possibile lavorare in Italia, non sono più sostenibili i costi di vita e il rapporto tra reddito e spesa è fallimentare.

Qualcuno deve prendere in mano la situazione e supportare le esigenze dei lavoratori degli imprenditori al fine di riportare in funzione una normale redditività legata alla remunerazione lavorativa. Inoltre deve tornare vivo il rispetto del lavoro stesso. Il concetto di diritto deve essere legato a quello del dovere, e deve sparire questo assurdo sistema del tutto dovuto e dell’assistenzialismo a pioggia giustificato dalla mancanza di servizi.

Il gruppo di imprenditori “Lavoro in perdita”

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