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Ceva
2019-03-21
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Gestione irregolare di una cava a Ceva: con i droni

individuato smottamento di 2.000 metri quadri

L’amministratore della società rischia pene detentive e sanzioni fino a 200.000 euro

Un significativo smottamento di circa 2.000 metri quadri che ha interessato una notevole porzione di bosco andando anche ad interferire con lo scorrimento delle acque del sottostante Fea. Lo hanno individuato nei giorni scorsi nel Comune di Ceva i Carabinieri Forestali di Ceva e Ormea impegnati a monitorare alcune zone boscate montane di difficile accesso con droni condotti gratuitamente dai piloti dell’Associazione Nazionale Carabinieri in congedo permanente. Presumibilmente il dissesto è stato causato dalla gestione irregolare di una cava ad opera di una società a cui, durante le indagini, sono stati contestate altre condotte illecite. “In particolare - scrivono i Carabinieri del Gruppo Forestale di Cuneo - grazie alle foto con inquadratura dall’alto, è stato possibile verificare che nell’area era stata eliminata una consistente porzione di pineta, abbattuta senza alcun titolo autorizzativo. Il legname inoltre risulta, a distanza di alcuni anni dall’intervento, ancora abbandonato sul posto, ormai prevalentemente decomposto, e costituendo, in caso di incendi, un pericoloso cumulo di biomassa facilmente combustibile. Nella stessa area, al di fuori dei limiti di estensione massima definiti nelle autorizzazioni dell’impianto, sono state tracciate alcune strade di accesso senza i prescritti titoli abilitativi”. All’amministratore della società al tempo operante sono stati contestati il reato urbanistico-edilizio, l’inottemperanza alle prescrizioni autorizzative, la distruzione di bellezze naturali e lavori su beni paesaggistici senza autorizzazione, per i quali rischia pene detentive che potrebbero superare i dieci anni e sanzioni pecuniarie fino a 200.000 euro nonché una serie di specifiche violazioni amministrative di polizia forestale. In caso di condanna il titolare dell’azienda sarebbe inoltre tenuto a garantire il ripristino ambientale ed alla messa in sicurezza di tutta l’area interessata dal dissesto.

Ceva
2019-03-14
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Gianni Barberis aveva 62 anni - Tecnico radiologo, lavorava all’ospedale di Mondovì
È morto il sindaco di Battifollo,

storico amministratore del paese dal 1990

BATTIFOLLO – E’morto oggi giovedì mattina (14 marzo) Gianni Barberis, storico sindaco di Battifollo, il piccolo centro allo spartiacque tra Valle Mongia e Valle Tanaro. Avrebbe compiuto 63 anni ad aprile. Una notizia che ha scioccato la piccola comunità che progettava con il suo primo cittadino molti iniziative. Aveva un tumore ed ha affrotnato la malattia con coraggio, negli ultimi giorni le sue condizioni si erano aggravate. Entusiasta, profondamente innamorato del suo paese, aveva già comunicato l’intenzione di continuare ad occuparsi di Battifollo da sindaco, candidandosi alle prossime elezioni.

Tecnico di laboratorio al “Regina Montis Regalis”di Mondovì era stato primo cittadino dal 1990 al 2004 ininterrottamente. Saltata una tornata, era stato di nuovo eletto nel 2009, restando in carica fino ad oggi. Sarà il vice sindaco Sergio Odasso, ora, ad occuparsi della macchina dell’amministrazione comunale fino alle prossime elezioni. Era anche stato consigliere provinciale e assessore in Comunità montana.

Negli ultimi mesi Barberis aveva espresso grande soddisfazione per essere riuscito ad ottenere fondi ministeriali (il progetto “6000 campanili”) per finanziare importanti progetti per il paese.

Lascia la moglie Rosi, le figlie Elena ed Erica.

La data dei funerali sono ancora da stabilire, ma potrebbero svolgersi sabato con l’organizzazione della camera ardente in municipio.

Ulteriori particolari sull'edizione cartacea
Battifollo Barberis lutto
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  MONDOVI’ – Come abbiamo riportato su queste colonne più volte, è stata annunciata, dalla Provincia di Cune...