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Ceva
2017-09-22
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Ceva: secondo week-end per la 'Mostra del Fungo 2017'
Protagonista anche il tartufo nella 'Piazza dei Sapori

CEVA - Nel fine settimana si celebrerà il "secondo tempo" della 56° Mostra del Fungo, diventata nazionale e per questo con un’offerta più ampia rispetto al passato. Molte le mostre e gli eventi di questo quarto week end del settembre cebano. Uno spazio particolare è stato dato al fungo più pregiato, il tartufo.

Al Parco della Rotonda, alle ore 15, sarà organizzata, in collaborazione con il Centro Nazionale Studi Tartufo e l’Associazione Trifulau del Cebano Monregalese, una ricerca simulata del tartufo con i cani che daranno dimostrazione del loro incredibile lavoro. Trifulau esperti con i loro cani  cercheranno i tartufi neri sotto gli occhi del pubblico.

Così per finire la festa legata al tartufo l’appuntamento sarà in centro a Ceva, in Piazza Gandolfi trasformata in Piazza dei Sapori, dove, presso lo stand della Cucina delle Langhe,  sarà possibile degustare l’uovo con il tartufo. 

Saranno sempre attive le giostre del Luna Park di Piazza della Libertà che offriranno uno sconto a tutti quelli che nella serata di sabato e nella giornata di domenica mangeranno in Piazza dei Sapori.

 

Ceva
2017-09-20
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Incidente alla “Riva Acciaio” di Lesegno:

infortunio ad un operaio, a processo i dirigenti

LESEGNO - V. B., direttore e datore di lavoro, G. O., dirigente responsabile di reparto e S. F., capo squadra, sono a processo con l’accusa di lesioni colpose aggravate e violazione della normativa antinfortunistica. Lucio Pennello, 29 anni originario di Ceva, il 6 maggio 2013 svolgeva le mansioni di manutentore meccanico da circa un anno e mezzo presso lo stabilimento della “Riva Acciaio” di Lesegno. Doveva svitare il coperchio sinistro a protezione dell’ingranaggio di una macchina che un collega avrebbe poi oliato. Ma, una volta smontata la lamiera, aveva iniziato a svitare anche quella dalla parte destra. E fu in quel momento che avvenne l’infortunio. Quando appoggiò la mano sinistra sotto il macchinario, il meccanismo partì, schiacciandogliela. Il giovane, che ora lavora come magazziniere nello stesso stabilimento, è stato risarcito e non si è costituito parte civile: “L’iniziativa di svitare la copertura destra la presi in autonomia per portarmi avanti con il lavoro” ha testimoniato in aula. “Mi era stato detto di limitarmi a togliere quella di sinistra e aspettare”, ha ammesso. “Gli avevo dato il compito di smontare solo una lastra e credevo si fermasse lì”, ha spiegato il capo squadra S.F. “L’operaio non aveva mai fatto quell’operazione specifica. Gli avevo però dato istruzioni su come svitare il pannello e di attendere il collega che doveva ingrassare la cremagliera”. V. B ha riferito che il documento di valutazione dei rischi aziendale descrive il rischio di schiacciamento riferito alle mansioni, in generale, ma non alle singole macchine “perché sono troppe”. Ed ha elencato l’organizzazione della sicurezza nello stabilimento: “E’ presente il responsabile rspp a livello di gruppo, teniamo regolari lezioni di formazione periodiche in aula e non, con esame dei risultati”. Infine la testimonianza del terzo imputato G. O., responsabile della manutenzione meccanica: “Con il capo squadra F. abbiamo più volte visionato gli aspetti tecnici della macchina, anche in fase preliminare di installazione. Il rischio di schiacciamento non c’è se si svita uno solo dei pannelli”. Rinvio il 7 novembre per i testi e consulente della difesa.

 

Articolo scritto da:
M. Br.
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