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Fossanese
2019-05-17
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Avances a una 16enne: 50enne assolto

dall'accusa di violenza sessuale

L'uomo abitava in un paese fra Fossano e Mondovì

La ragazza, che all’epoca dei fatti (luglio 2016) aveva 16 anni, conosceva bene l’imputato e la moglie. Più volte era salita sulla sua auto ma quel giorno, dopo aver fatto un giro insieme, l’uomo l’aveva portata nella sua abitazione. Lì, secondo il racconto della giovane, il cinquantenne le avrebbe fatto delle avances. Le aveva prima chiesto di vedere un film porno insieme, poi erano finiti in camera da letto dove lui si sarebbe strusciato su di lei. La ragazza gli aveva detto che non voleva ed era riuscita a “toglierselo da dosso” e lui l’aveva riaccompagnata. Si era poi confidata su quanto successo con i parenti e un’amica. L’uomo, che abitava in un paese fra Fossano e Mondovì, è stato assolto dal tribunale di Cuneo dall’accusa di violenza sessuale perché il fatto non sussiste. Il pm Chiara Canepa aveva chiesto a condanna a 1 anno e 8 mesi, con uno sconto di pena considerando che si sarebbe trattato di meri strusciamenti fra soggetti vestiti”, e la sedicenne “non aveva percepito la gravità di quello che si stava verificando”. La ragazza si era costituita parte civile con l’avvocato Claudio Steri che aveva chiesto un risarcimento di 20 mila euro poiché  l’episodio aveva causato “un turbamento gravissimo “ sulla minorenne “fragile”, che successivamente aveva avuto necessità di un supporto psicologico perché si sentiva “marchiata dallo stigma sociale della comunità” che la considerava “una poco di buono”. Secondo l’avvocato difensore Diego Manfredi non fu fatta un’adeguata indagine  per verificare la credibilità della presunta vittima, sulla quale si fondavano tutte le accuse: “Non ci fu alcuna costrizione. Lui smise di farle proposte non appena glielo chiese. Non scappò, uscirono insieme da casa e la ragazza si fece accompagnare in  auto davanti alla chiesa del paese dove c’erano gli amici. E si mise a parlare con loro”.

Articolo scritto da:
m.br.
Fossanese
2019-05-12
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«Fossano voti Lega per cambiare l'Europa

e prendersi Comune e Regione»

Matteo Salvini osannato (e contestato) nel comizio in via Roma ‘blindata’

FOSSANO – Forze dell'ordine dappertutto e poliziotti in assetto antisommossa per evitare il contatto tra contestatori e sostenitori del Carroccio: è stata una via Roma «blindata» e piena di gente quella che, domenica scorsa, ha accolto il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini a Fossano. Il leader della Lega ha fatto tappa nella città degli Acaja per sostenere il candidato sindaco Dario Tallone e rivendicare i risultati ottenuti finora dal governo di cui fa parte. E' salito sul palco indossando la felpa con il logo dell'adunata degli Alpini «perchè oggi molte penne nere cuneesi sono a Milano e credo che un anno di leva militare farebbe bene ai ragazzi per imparare educazione e rispetto». Per tutta risposta, tanti giovani nella parte più lontana del palco hanno issato cartelli di protesta: «Fossano non ti vuole», «Restituisci i 49 milioni». Il leader leghista, però, non è stato intimorito, anzi li ha chiamati «figli di papà con il portafoglio pieno, comunisti con il Rolex alla Fabio Fazio».

«A Fossano abbiamo già vinto – ha continuato -, perché nessuno vota più la sinistra, ma vi chiedo una mano per fare della Lega il primo partito in Europa e cambiare, così, le regole a Bruxelles, in primo luogo per difendere l'agricoltura piemontese e i nostri agricoltori».

«Sal-vi-ni, Sal-vi-ni» la risposta della strada, fatta di «persone normali, come quelle che sono su questo palco – ha continuato –, cambiamo guida a Fossano e mandiamo a casa Chiamparino» (ma non ha citato Alberto Cirio, candidato alla presidenza del Piemonte di Forza Italia, alleata in Regione con la Lega). «Farò pressione su Toninelli, i cantieri vanno riaperti» ha detto rispondendo a una domanda sul futuro della Cuneo-Asti. Poi i numeri sul calo dei morti in mare, sulle partite Iva aperte grazie alla «flat tax», sui posti di lavoro diponibili dopo l'approvazione della «quota 100». Cifre ripetute anche durante il collegamento in diretta con Rai3, prima del bagno di folla, con i leghisti in fila per farsi un selfie insieme al «capitano». Tra loro, anche Birou Jean Kean (papà del giocatore juventino Moise Kean): è ivoriano, residente a Fossano e tesserato dal Carroccio nel 2018. Avrebbe voluto candidarsi al Consiglio comunale, ma ancora non ha ottenuto la cittadinanza italiana.

Fossano Salvini
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