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L'Annunziata non annuncia ancora la primavera, fine marzo invernale, con neve e piogge

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Mercoledì 25 marzo. È il giorno da tempo immemore dedicato all'Annunziata. La Madonna, l'Arcangelo Gabriele, così tanto raffigurati nelle nostre cappelle quattrocentesche. In genere ad incorniciare gli altari, tra profluvi di germogli di vite, di fiori di campo appena sbocciati, di gigli di bianca castità. Un annuncio di salvezza, ma anche di quella primavera che ogni anno ci salva dall'oblio della natura. Della sua bellezza, della sua armonica disarmonia. Quest'anno è il primo in cui ci viene tolto questo piacere di accompagnare i primi passi della bella stagione. Chiusi in casa per battere quel nemico micidiale che è il corona-virus, vediamo i prati rinverdire, completarsi le fioriture, mentre pruni ed albicocchi ormai sostituiscono le foglie ai fiori. Una primavera iniziata tra gennaio e febbraio con tanto anticipo e che adesso ci viene negata, impediti come siamo di gioirne in pieno. Tanto più che il ritorno del freddo gelido provocato dalle buriane in arrivo dalla Russia ci ha fatto tornare a quell'inverno che quest'anno non c'era stato. C'era da aspettarselo questo colpo di coda.. L'anticiclone si è messo troppo in alto, sulla Scandinavia, e da lì fa spirare sul suo fianco destro l'aria gelida artica che, dopo aver investito l'Adriatico arriva fino a noi. Così, dopo i primi fiocchi scesi nella notte tra lunedì e martedì sull'arco alpino e fino all'alta pianura, da mercoledì le minime precipitano sotto lo zero rischiando di rimanervi poi anche nella notte successiva, con i noti pericoli per la campagna. Anzi, per il pomeriggio sera e ore a seguire si prevedono al momento anche fiocchi di neve fino a basse quote. E forse non solo di collina (600 metri) ma anche di pianura, oltre i 300, forse 400 metri. Anche due anni fa era successo che il 21 marzo una nevicata tardiva imbiancasse Cuneese e Monregalese. Ma il 218 fu anno dall'inverno gelido e dalla primavera tardiva, mentre quest'anno abbiamo visto tutti quanto l'inverno sia stato gradevole e anzi, decisamente da record del caldo. I rinculi di stagione, come nel nostro caso, sono sempre temibili e lo dimostra il crollo delle temperature, di colpo tornate al livello delle giornate più fredde di gennaio, con un balzo all'indietro di due mesi e con un crollo di 8/10 gradi nelle medie giornaliere. Ma dopo il maltempo di mercoledì pomeriggio-sera non sarà ancora finita perché altre gocce e fiocchi sono attesi per giovedì pomeriggio-sera e poi ancora nella notte, mentre invece il venerdì pomeriggio si annuncia più mite nelle temperature e clemente nelle piogge. I termometri continueranno a salire anche sabato, giornata di sole con qualche nuvola, per tornare a 14-16 gradi di massima e abbandonando nelle minime la soglia del gelo. Marzo è destinato a chiudersi ancora con il maltempo. Riprenderanno le nuvole con piogge ormai primaverili tra lunedì pomeriggio e martedì mattina, con quantitativi più significativi. La neve, che tra mercoledì e giovedì sarà caduta in montagna (prevista tra i 30 cm complessivi sul Mondolè Prato Nevoso e di 20 a Limone Pancani) diventerà poi pioggia negli ultimi giorni di marzo. Forse soltanto ad aprile iniziato ritorneremo a vedere -in tutti i sensi- la primavera.

romano.fulvio@libero.it

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