MENU

La svolta dell'Ascensione verso l'estate e lo stupore per la fioritura del prato

CONDIVI QUESTA NOTIZIA:
tempo cerniera

“Viri Galilei, pusé i mantèj” recitava la cultura “popolare” (non “populista”) quando era arrivato il tempo dell'Ascensione. Festa mobile, quaranta giorni dopo Pasqua – questo giovedì, 21 maggio- l'Ascensione era la fine vera dell'inverno. Non che la morte della brutta stagione non fosse già auspicata dalla gente prima di questa tardiva data. Ma una cosa sono le speranze, le attese deluse, ed altra cosa invece il sentore preciso, sicuro, della nuova stagione estiva che soltanto l'arrivo di temperature notturne  sopra i 10 gradi e di massime attorno ai 25° possono dare. Confermate, di giorno in giorno, di settimana in settimana, senza arretrare il cammino verso il solstizio estivo. “Viri Galilei, pusé i mantèj”, quindi.  E cioè : “Uomini di Galilea, abbandonate i pesanti mantelli”, perché ormai fa caldo e le buriane tardo invernali non ci saranno più. “Viri Galilei” era l'invocazione che i cori in chiesa intonavano nella liturgia dell'Ascensione (oggi trasferita -produttività dominante- alla domenica) che celebrava l'avvertimento dei due angeli ai discepoli di Cristo che cercavano il Maestro, ormai asceso in cielo. E oggi come allora l'Ascensione sarà quella svolta verso la bella stagione e verso l'estate, finora promessa a tempo indebito, già da febbraio e poi a marzo e ancora ad aprile che questo maggio, ancora una volta piovoso, non ci aveva finora voluto confermare. Sono ormai tre i maggio consecutivi che ci deludono. Con promesse non mantenute, tradite da piogge insistenti che però hanno avuto almeno il merito di sopperire a quella siccità strisciante che fin da gennaio aveva fatto paura alla campagna. Cosicché i piovaschi di martedì mattina saranno con ogni probabilità gli ultimi di questa fase dell'Ascensione. Il centro perturbato che dall'Alto Tirreno ha guidato temporali e piogge insistite sul nostro Nord Ovest e in special modo sulla Granda si allontanano verso Sud Est a rinfrescare un Sud già investito da una torrida estate, mentre una bella fase anticiclonica si avvicina a noi dalla Spagna e dalla Francia, con arie più calde ma non afose. Ci saranno ancora nuvole sulle Alpi e qualche pioggia locale sulle valli delle Cozie nella notte con venerdì e poi sulle Marittime nella serata tarda di sabato, ma la cifra meteo ormai ha superato la boa dell'Ascensione e le temperature saranno ormai sempre ben sopra i 10 gradi con le massime che sugli altipiani raggiungeranno i 24°, ma che nelle pianure e nelle Langhe saliranno anche fino a sfiorare i 28°. Noi intanto celebreremo la ritrovata stagione volgendo lo sguardo verso quelle erbe spontanee che arricchiscono il nostro prato sulla collina che ci è cara e che, fiorite in un turbinio di colori tanto semplici da essere raffinati, ogni anno destano a maggio il nostro stupore per tanta meraviglia. Una meraviglia in genere trascurata e anzi non provata dal vivere la natura in modo superficiale. La scoperta della complessità delle cose semplici, è il segreto per stupirsi. Vi si mescolano il rosa delle Ambrette comuni (Knautia arvensis) con il rosso del Trifoglio dei prati, illuminati dal giallo acceso della Potentilla “reptans”, la Cinquefoglia comune, magari con lo sfondo di un gruppo immacolato di “Bellis perennis”, la margheritina dei prati. Un cielo stellato nel prato fiorito. Per qualche giorno la bellezza sfacciata delle rose può aspettare.
romano.fulvio@libero.it

Ulteriori informazioni sull'edizione cartacea

Edicola digitale

Sfoglia

Abbonati

le più lette

LE ALTRE NOTIZIE

Powered by Gmde srl