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Nuvole, piogge, freddo e trombe d'aria: è San Medardo. Da domenica l'estate?

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tempo cerniera

Da sempre le piogge di San Medardo (8 giugno) sono famose. Tristemente famose c'è da aggiungere. Perché nel giorno di quello che in Francia e nel Piemonte di pianura veniva irrispettosamente chiamato “ 'l gran pissard ” -per la sua storica abitudine di aspergere d'acqua campi, orti e quant'altro- poteva iniziare una lunga sequenza di giorni piovosi tale da allontanare di un bel po' l'estate. Piogge abituali, quindi, da paragonare alle “piouvere 'd la Madòna” che così sovente tormentano le feste settembrine di Mondovì e di Vicoforte. Ed è proprio sul Santuario più caro ai cuneesi che lunedì (San Medardo, guarda caso) si è scatenato il turbinio di una tromba d'aria non proprio comune dalle nostre parti. Giornata dalle effimere schiarite ,circondate però e presto sovrastate da nubi minacciose, che -con i loro cumulonembi da cartolina- sembravano riprodurre certi quadri del Mantegna o le tempeste romantiche ed inquietanti di Turner. E infatti con quella tromba d'aria e con quei temporali è iniziata una fase di giornate dal tempo inaffidabile che durerà anche in queste ore. Dopo un martedì tutto all'insegna delle nuvole e dei tuoni qua e là minacciosi con finale bagnarola serale, e dopo anche una pausa più soleggiata che riserverà un po' di pace nel mattino di mercoledì,  giovedì la Granda sembrerà più esposta al maltempo. Le temperature minime saranno ancora calate fino a quei dieci o qualcosa in più di gradi che rappresentano valori termici da maggio. Venerdì una ripresa di sole e di temperature massime, che torneranno verso i 22-23 gradi, infine nuova percussione di maltempo sabato con la bassa pressione che dal mar Ligure mulina sul nostro bacino alpino altra acqua. Da domenica questa fase potrebbe finire. Su questo i modelli previsionali che vanno per la maggiore non sembrano ancora del tutto concordi, ma questa del miglioramento sembra la cifra meteo più probabile della prossima settimana. Intanto noi abbiamo registrato valori termici che sono stati di ben 4-6 gradi inferiori a quelli registrati negli stessi giorni del 2019 e di 3-5 gradi più bassi di quelli dell'ultimo trentennio. Insomma, un inizio faticoso di questa estate 2020. Certo, chi ha la memoria lunga ci ricorderà come anche nel giugno 2019, dopo un principio di mese all'insegna del bel tempo, subito dopo San Medardo bufere di vento accompagnate da rovesci rovinosi fecero danni a chi si ostina a coltivare un orto domestico, a chi vuol sentire ancora profumare le rose o vedere le api sciamare. Però, ci ricorderà anche che -dopo il 13-14 del mese- iniziò l'avanzata (fino a noi della Granda) dell'Anticiclone Africano. E tutti spero ci ricordiamo cosa fu -dopo quell'arrivo caldo ed afoso- la nostra vita in quel giugno da record in cui le massime arrivarono anche sulle nostre basse Langhe fino a quasi 40 gradi. Succederà anche quest'anno? Al momento non è dato sapere con certezza. Da domenica-lunedì dovrebbero essere le alte pressioni a cominciare a dominare il campo europeo. Vedremo se sarà quella africana a prendere il sopravvento. Torneremo comunque sulla nostra collina per quelle semine e quelle cure al giardino che solo dopo san Medardo vale la pena di fare.
romano.fulvio@libero.it

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