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L'Africano tituba e lascia spazio a tratti all'Atlantico - Intanto una Cometa si mostra all'alba

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L'Africano tituba e lascia spazio a tratti all'Atlantico - Intanto una Cometa si mostra all'alba

Se avevate paura di ripetere quest'anno la vicenda del caldo kafkiano di un anno fa, beh allora vi sarete rinfrancati, anche se di questi tempi di covid è piuttosto difficile riuscirvi. Qualcuno ricorderà quelle date della via crucis che seguì il san Giovanni 2019. Una presenza ossessiva dell'anticiclone africano, tale da fare salire per almeno una decina di giorni i termometri ben oltre i 30 gradi, in una progressione geometrica dell'afa tale da far dar di testa. Quest'anno la vicenda meteo di questo inizio estate è stata -finora almeno- ben diversa. E vi avevamo avvertiti. Un po' ricorrendo alla statistica (che, nonostante Trilussa, a volte ci azzecca), un po' dando uno sguardo a come si comportavano dall'altra parte del mondo il Nino e la Nina, un po' ancora buttando ogni tanto l'occhio sulle vicende climatiche tra Golfo di Leone e deserto marocchino. Un po' qui e un po' là, insomma, alla fine ci sembrava proprio che quest'estate non sarebbe stata la fotocopia della passata stagione. Intanto il giugno piagnucoloso, poi l'improvvisa avanzata, tanto sperata quanto sempre delusa, dell'anticiclone che preferiamo, quello secco e occidentale delle Azzorre un tempo dominatore delle nostre estati giovanili e che quest'anno ci ha dato per alcuni giorni l'impressione se non l'illusione che le carte del clima quest'anno avevano cambiato mani e mazziere. A vantaggio nostro, naturalmente. Pochi giorni beati allora, poi ecco tornare l'Africano che cerca di rifilarci l'usato come fosse nuovo: un'altra estate fatta di sudori, cieli grigi di afa e sudori da risvegli notturni senza pace. Però ce ne siamo accorti tutti. Quest'anno l'Africano manca -per fortuna nostra- di carattere. Si sente insicuro alle spalle (che poggiano sulla Mauritania), è incerto nell'avanzata sul Mediterraneo, trova ancora avamposti delle Azzorre che gli bloccano la strada. E poi, non dimentichiamo, c'è il terzo incomodo dell'Atlantico, inteso come fronti perturbati che, dopo lo sfilacciamento del Vortice polare, a turno si proiettano da centri di bassa presenti tra Irlanda e Scandinavia contro l'Europa percuotendo i nostri “baluardi “ alpini con ramificazioni un po' sfilacciate ma comunque sempre temibili. Ce ne siamo accorti venerdì scorso con quella percussione che di colpo ci ha riportati ad un déjà vu dello scorso anno tra il 10 e il 15 di luglio. Cielo nero, scrosci improvvisi di pioggia a volte grandine. È vero, il grosso si è scaricato su Astigiano ed Alessandrino, ma anche qui non si è scherzato. E allora, ci conforta sapere che anche i modelli matematici prevedono oggi un'altalena tra tentativi di avanzata africana (la prima sarà tra oggi mercoledì 8 e sabato 11) e fiondate atlantiche non violente ma refrigeranti. Così, rimanendo all'oggi, dopo il passaggio per noi inoffensivo, di quella tra lunedì e martedì (che ha avuto come conseguenza un certo calo delle temperature per il richiamo di aria fresca da Est) ecco una ripresa del caldo forte tra giovedì e sabato. A seguire, un'altra avanzata dal Nord Atlantico che poterà qualche pioggia tra venerdì sera (forse), sabato e domenica mattina. Poi, nuovo Africano e così via sino a fine luglio. Così è se vi pare. Intanto, mentre cercate di salvare i vostri fiori dalla voracità dei caprioli, ritornati alla grande a mangiarsi la seconda fioritura delle nostre rose, non mancherete di alzare gli occhi al cielo. Prima dell'aurora, verso Nord Est potrete osservare già ad occhio nudo una bella cometa, la Neowise, che sarà la più luminosa e visibile dopo la straordinaria Hale -Bopp del 2007. Non mancate all'appuntamento.

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