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Dopo tempeste ed anticicloni saranno le Azzorre le regine del nostro Ferragosto?.

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tempo cerniera

Un antico detto diffuso come molti altri proprio dalle nostre parti, tra Provenza Occitania e collina piemontese, individuava nei primi di agosto un periodo di pericolo grave per le uve. Il detto  individuava una data precisa, il primo giorno del mese che chiude l'estate meteo, San Pietro in vincoli. L'adagio diceva che se piove in questo giorno la vendemmia si riduce di un terzo. Evitando di attribuire alla tradizione una precisione quasi cronometrica è chiaro che la credenza riguardava i primi giorni di agosto, spesso scossi da incursioni atlantiche quanto mai pericolose per un'uva che si avvia alla maturazione e alla raccolta dei moscati. Come tanti altri il proverbio di meteorologia popolare, si fondava sull'esperienza di generazioni e generazioni. Queste bufere, queste tempeste come quella che lunedì ha investito il Nord Ovest ma che si è accanita soprattutto sull'Alessandrino e sull'Astigiano, da sempre hanno interessato il  “cuore” dell'estate tra luglio ed agosto, quando la presenza dei caldi anticicloni preparano il terreno allo scatenarsi degli elementi con l'arrivo delle fredde ondate da Ovest. Quest'anno isi sono ripetute queste situazioni esplosive, prima con l'interazione tra ondate atlantiche e anticiclone delle Azzorre, poi invece con l'anticiclone di origine subtropicale. Prima con i caldi moderati delle Azzorre, poi – nell'ultima settimana di luglio- con la rinascita dell'Africano che ha inanellato sei-sette giorni di giornate e nottate al “calor bianco”. A dire il vero mai come quest'anno abbiamo così raramente dato mano alla manichetta per bagnare il giardino e l'orticello di collina. Le piogge pomeridiane e serali, seguite a mattinate di pieno sole, hanno provveduto alla bisogna. Così, grazie alla misteriosa ritirata dei lumaconi forse scoraggiati dai litri di birra versati per ubriacarli, abbiamo potuto raccogliere zucchinette chiare di rara bellezza con fiori tanto gialli da essere degni di un olio di Van Gogh ed anche pomodorini ciliegini adatti a sughi insaporito dal nostro dragoncello e basilico, piuttosto che da una spolverata di rosmarino o di origano. Le patate hanno dato un raccolto sano anche se non abbondante come nei siti di pianura, ma sappiamo che quel che perdiamo in quantità lo ricuperiamo nella qualità del loro tessuto e dei loro sapori. E intanto guardiamo con soddisfazione alle mele, fitte e per fortuna finora non toccate dalle gragnuole, e invece con dispetto malcelato alla mancanza di funghi nel bosco ormai dovuta più che all'annata alle sfacciate passeggiate di estranei che “Funghi? No, camminiamo per piacere...”. Il tempo sarà clemente per buona parte di questo periodo. I tentativi di rimonta da Sud dell'Africano saranno ben presto sostituiti da “avances” ben più promettenti delle Azzorre. Mercoledì, giovedì, venerdì sereni, fino a sabato compreso. Temperature da sogno, con massime vicine o appena sopra i 30° e minime attorno o sotto ai 20°, umidità contenute all'inizio attorno al 40-45% garantiranno una settimana che farà dimenticare le agitazioni atmosferiche di inizio mese. Poi qualche pioggia in parte temporalesca domenica pomeriggio e poi soprattutto lunedì, fino a martedì mattina almeno. Previsti un 30-40 millimetri, vedremo. Comunque la strada verso Ferragosto sembra rallegrata dalla presenza rassicurante dell'alta pressione delle Azzorre.
romano,fulvio@libero.it

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