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Dopo la “pieuva 'd Sèn Bertrumé” ancora giorni d'estate. Gli ultimi?

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tempo cerniera

Questa strana estate del tentativo di guado attraverso il covid-19 si è allungata alla sua fine, nel mese di agosto. Se per i primi due mesi la stagione si era destreggiata tra anticiclone delle Azzorre, alta pressione Africana e perturbazioni atlantiche concedendo una certa prevalenza al primo a discapito della seconda, ecco che invece da ormai più di tre settimane è l’anticiclone che proviene dal Marocco e dal Sahara ad aver invaso il nostro Nord Ovest. Le conseguenze le abbiamo viste e patite con l’aumento delle temperature e delle umidità, a dire il vero mai parossistiche come in altri anni, ed anche con la scarsità delle piogge “buone”, quelle non tempestose, sostituite da nubifragi rabbiosi e di poca durata, ma sufficiente per provocare grossi danni ai frutteti, alle vigne oltre che alle strutture civili. Insomma, un’estate che, se non fosse iniziata con due mesi tutto sommato non troppo caldi ed anzi a tratti con qualche frescura, sarebbe alla fine se non la più calda della nostra storia, forse la seconda. Grazie ad un agosto che finora appare inferiore per le temperature soltanto all'imbattibile 2003 (mese, ed estate). Ma - qualcuno direbbe - è cambiata la luna e come si sa i tre giorni in cui “La luna neuva a l’è a la preuva” stanno finendo. Chi ama consultare il cielo ed il tempo non solo con le carte o con gli occhi fissi al computer sa che di certi segni è suggestivo tener conto perché danno un sapore diverso, meno confezionato e più autentico alla nostra illusoria pretesa di prevedere tutto. Sta finendo il periodo di latenza della luna nuova e, proprio sul suo limitare, ecco un primo piccolo cambio del clima che già fa discutere sui tempi della fine dell’estate e su quelli del principio d'autunno. Succederà da domenica sera quando arie fresche da Nord Est andranno ad alimentare i temporali già scoppiati da sabato nelle valli dell’arco alpino, specie tra Liguri e Marittime. I temporali si alimenteranno sul Cuneese e anche verso le Langhe astigiane nella notte con lunedì quando ci si sveglierà nella Granda con temperature minime crollate di molti gradi, da 20-22° fino a 15-16°, con le massime che si collocheranno in giornata tra i 24 e i 26 gradi. Sarà rapido tuttavia il miglioramento martedì, quando riprenderà - dopo una mattinata ancora con nuvole basse verso le Alpi e l’Appennino il soleggiamento. Le temperature saranno ancora fresche il mattino e in molti siti la media tra minime e massime scenderà sotto quella soglia dei 20 gradi che è un po’ la cifra termica dell’estate. L’apporto idrico sarà alterno a seconda delle zone e dei ‘altronde secondo la tradizione la pioggia di San Bartolomeo (lunedì 24) “a l'è bôna gnanca a lavò i pè”, come dicono a Boves. Oppure serve soprattutto a favorire la caduta a terra delle noci: “A Sèn Bertrômè i role di nôs sôn ai pé”... È arrivata la cosiddetta “rottura dell'estate”. Non ancora, perché tra martedì e sabato le massime risaliranno verso i 30 gradi, con le minime che tornano a sfiorare i 19-20 gradi. Nuovo bel tempo quindi nella seconda parte della settimana con un'altra graffiata africana. L’ultima? Secondo qualche modello sì. Staremo a vedere. romano.fulvio@libero.it

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