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Ancora temporali. Fine settimana con l'anticiclone e l'estate “settembrina”

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tempo cerniera

La prima offensiva autunnale, giusto tra fine agosto ed inizio di settembre, ha portato un po' di neve oltre i 2700 metri e i soliti temporali locali in pianura. Un'altra, più debole, è arrivata alla vigilia della tradizionale festa della nuova stagione, la “Madòna 'd stémber”, con scarsi effetti sul Monregalese e sul Cuneese. Un po' di vento prima, poi qualche pioggia e tuono locale. Niente di che. Un fantasma delle “piouvére 'd la Madòna”, temute oppure sperate, a seconda delle coltivazioni dei propri campi. È tempo di vendemmia e un po' di pioggia poco prima della raccolta può pulire i grappoli mentre l'accentuarsi delle escursioni termiche e cioè dello scarto tra temperature fresche notturne e temperature calde diurne, favorisce l'affinamento dell'uva, dei suoi aromi e dei profumi del prossimo vino. Le temperature, dopo i bollori africani di tutto agosto (risultato alla fine uno dei più caldi dopo il 2017 e il 2018, molto staccato però dal 2003) si sono di colpo ridimensionate, specie nelle minime. Tuttavia il fine settimana scorso, tra venerdì e domenica, ha riproposto quella che ormai tutti chiamiamo “l'estate settembrina”, una sorta di piccola stagione del tempo che fu, che negli ultimi decenni si è allargata e di molto, fino ad arrivare a tutto ottobre compreso. Noi abbiamo verificato in collina gli effetti del torrido agosto che, dopo due mesi di caldi sì, ma ben sopportabili ed anzi a tratti più che piacevoli, ci ha riportato d'improvviso ad incubi climatici purtroppo ben presenti a tutti. Il caldo ha d'un tratto accelerato i tempi. Le nostre mele antiche che sopravvivono senza trattamenti sulle costa che ci è cara sono maturate con questa accelerazione del clima tirata al massimo. I semini delle Calville rosse, così come delle Renette sono diventati subito marrone scuro, segno che sono mature per l'utilizzo che ogni anno ne facciamo. Diventeranno, se raccolte a tempo, né troppo presto ma nemmeno troppo tardi, un super biologico succo, dato da una coltivazione senza concimi né antiparassitari e da una tecnica evoluta di estrazione del nettare di grande semplicità e naturalezza. Abbiamo quindi anticipato la raccolta, prima che non solo il sole ce le cuocesse (come avvenuto in anni passati) ma prima anche che i caprioli, rientrati alla grande all'interno del nostro recinto dopo le vacanze passate in quota, potessero assaggiarle tutte con la loro grazia vorace. Non quelle a terra, buttate giù dalla pioggia o dal vento. Troppo scomodo, molto meglio assaggiare una ad una quelle appese ai rami bassi, all'altezza giusta. Intanto oggi l'attesa è su come sarà il tempo in questo mese dei raccolti e dello sperato ritorno alla vita di sempre. La pioggia c'è stata in estate, ma fatta di temporali e senza quelle deboli acque continue che imbevono la terra. Sotto i castagni, ad esempio, la terra è dura e secca, non favorevole alla nascita dei funghi, specie gli ovoli l'anno scorso abbondanti nel bosco. Le previsioni per l'immediato, passato un mercoledì ancora in gran parte sereno con nuvole sulle Alpi, sono di una nuova fase temporalesca che inizia giovedì sera per proseguire nella notte e fino alla mattinata di venerdì. Tuttavia, nel fine settimana e poi anche dopo è l'anticiclone a ritornare con una nuova impennata delle temperature massime fino a lambire i 29-30 gradi. Una nuova fase di alta pressione che potrebbe continuare almeno nei primi giorni della prossima settimana in attesa -forse- di un nuovo maltempo mulinato dal Tirreno dalla depressione responsabile già delle piogge di lunedì. romano.fulvio@libero.it

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