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Settembre di record storici fa maturare la frutta come fossimo d'estate. Un po' di pioggia domenica?

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tempo cerniera

L'avevamo detto che quest'anno le mele erano ormai mature. Almeno sulla collina che ci è cara, esposta al sole che picchia da mane a sera. Pronte ad essere raccolte, anche per sottrarle alle punture micidiali dei vesponi che arrivano puntuali con il primo “rosso” della buccia, ma anche ai caprioli che, indifferenti a recinti ed ostacoli vari, riescono sempre ad assaporarle dai rami più bassi, i più comodi. Ma l'avevamo pensato soprattutto osservando le temperature calde di agosto, uno dei più bollenti di questa già impossibile serie storica. Se poi aggiungiamo che dopo questo agosto che ha ristabilito la dura legge del “riscaldamento” dopo due mesi relativamente freschi, è poi arrivato un settembre “oversize” come questo, beh allora c'era proprio da aver ragione. C'eravamo illusi dopo quell'assalto autunnale di fine agosto-inizio settembre che le regole antiche fossero ristabilite. Ma le temperature fresche della “mezza-stagione” d'antan sono durate poco. In questi giorni di metà  mese abbiamo a che fare non solo con caldi estivi, ma addirittura con record storici. Oseremmo osare “superstorici”. Domenica, con l'insediarsi ormai compiuto dell'anticiclone europeo-nord-mediterraneo, primo record assoluto del caldo: mai avuto (dal 1901) un 13 settembre con massime che a Cuneo sono state di 29,8°, a Mondovì Beila 28,7°, a Mondovì san Biagio 28,2°, ad Alba di 29,4° e a Bra di 31,3°! Come non bastasse, anche lunedì 14 record dei record con soltanto un mezzo grado in meno rispetto a lunedì (Cuneo 29,3°) e così via. Ed ancora: mentre scriviamo (martedì 15) il termometro è già a mezzogiorno a 26,5° ed è presumibile che anche il primato del 15 settembre più caldo possa essere assegnato al 2020 (il precedente risale al 2011, ma quello di domenica risaliva al 1956 e. quello di lunedì, ancora al 2011). Insomma tra questo sole e queste previsioni (di cui diremo dopo) abbiamo deciso di raccogliere -primi in collina- le mele. Fatta la composta con alcune (durerà fino a tutto inverno), le altre le abbiamo stivate a piano terra al fresco in attesa che apra il “mulino delle mele”, come chiamiamo l'intelligente impianto (alla moda tedesca) che la nostra amica Livia fa funzionare con perizia. Le mele, certo. Ma i fichi, che delusione! Spariti d'un botto anche grazie agli affamati merli che graziosamente abitano la nostra corte d'estate. Delle noci poi, manco l'ombra. E dire che “A Santa Crôs sôpata le nôs...” raccomanda il proverbio. Noi con scrupolo lunedì abbiamo cercato inutilmente con lo sguardo sui rami del grande noce al limite della nostra “riva”, ma di noci manco l'ombra. In compenso, molti a terra i gusci di nocciolo che lì vicino alletta gli scoiattoli nostrani. Le previsioni a loro volta, dopo molte incertezze, perché il clima d'autunno è sempre come quello di primavera soggetto ad improvvisi cambi, ormai si stanno stabilizzando sulla convinzione che questo settembre continuerà ad essere dominato dall'anticiclone con soltanto qualche disturbo di poco conto collocato da principio a metà settimana (domani) ma ormai sempre più posticipato (al momento a domenica).  Cosa dirvi? Fino a venerdì solleone con massime alla vertigine, da sabato qualche nuvola con qualche disturbo alpino che da lì non si muove. Forse domenica qualche pioggia o temporale che potrebbe bagnare di poco ancora per qualche giorno ancora. Chissa'.

romano.fulvio@libero.it

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