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Inizia l'autunno con la Luna nuova e l'equinozio. La neve alpina di san Firmino annuncia l'inverno

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tempo cerniera

Alla fine l'autunno è arrivato. Con una straordinaria sincronia con il calendario astronomico ed anche -aggiungiamo – con quello popolare contadino basato sulla Luna e le sue fasi. Infatti, la Luna nuova di settembre era appena cominciata che già -sabato- le caudane agostane che si erano protratte fino ad allora (con nostro grande stupore “statistico”) hanno mollato la presa grazie all'inizio del cambio dell'aria. La cupola anticiclonica dal sapore subtropicale, che ci aveva portato nei giorni precedenti a ben cinque record giornalieri assoluti del caldo, veniva intaccata da una infiltrazione atlantica che riportava un po' di fresco notturno. Insieme, una copertura nuvolosa con qualche pioggia che aveva perlomeno il merito di innaffiare ciò che restava dei nostri orti e di farci rivedere qualche fungo (non a noi, ma questa è un'altra storia...). Insomma, abbiamo rivisto dopo dieci giorni di siccità un po' d'acqua bagnare l'erba e la terra mentre le previsioni dei modelli matematici ci facevano intravvedere per la fine settimana, e quindi dopo quel 22 settembre che quest'anno è la data dell'equinozio di autunno, una svolta più decisa, molto più decisa, almeno per quanto riguarda le temperature. Un po' di pioggia domenica e lunedì, una pausa martedì mattina con qualche disturbo temporalesco in passaggio verso Est nel pomeriggio-sera, poi mercoledì, oggi uscita del giornale, schiarite con ripresa delle temperature massime mentre ecco che da giovedì arriva il colpo decisivo per l'imporsi della nuova stagione autunnale. Da Ovest una nuova fiondata atlantica che risucchierà aria fredda dal vortice polare, che attiverà temporali ed eventi ventosi colpendo dapprima (giovedì sera) la Costa Azzurra e- al largo- il Ponente Ligure per poi scaricarsi sul Genovesato e – nella notte- l'Alto Piemonte dell'Ossola. La Granda al momento appare più in “ombra” rispetto al grosso della perturbazione. Sul Piemonte i fenomeni durano fino a venerdì con l'arrivo anche della neve che sabato mattina con le schiarite farà capolino specie dalle Cozie in su, ma forse anche con qualche spruzzata sull'arco delle Marittime-Liguri. Non sono previste al momento su di noi grossi eventi, le piogge dovrebbero essere contenute, ma saranno le temperature a stupire con il loro crollo, già iniziato venerdì, che si realizzerà nella mattinata di domenica quando ci risveglieremo con 5-6 gradi sopra lo zero che saranno però fatti risalire in giornata 18-20° grazie al sole che -almeno quello- non tradirà il dì di festa. Sembrerebbe, dopo una metà settembre decisamente estiva ed anzi con temperature massime attorno ai 30 gradi, un ritorno a quella normalità sancita dalla meteorologia popolare ( non “populista”) che per il 25 settembre, venerdì, sanciva che ormai l'inverno è vicino: “A San Firmìn, l'invèrn a l'é daôsin”. L'inverno è vicino dunque, e ce lo ricorderanno le cime delle Alpi già imbiancate, le prime nevicate in quota media-alta e le frizzanti temperature che stupiscono chi, dalle nostre alte valli, scende dalla tiepida Liguria di Ponente. Ah, i funghi! Certo che sono usciti, finalmente. Ma, ,i nostri, hanno fatto la fine dei fichi: mangiati da chissà chi e cosa. Abbiamo trovato nel bosco i favolosi ovoli reali, ma ne rimanevano soltanto i gusci bianchi, il “rosso d'uovo” se l'era mangiato qualcuno o qualcosa: i lumaconi, i caprioli? Chissà. romano.fulvio@libero.it

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