MENU

Un “san Martino” infinito. Questo novembre sarà come quello del 2015 ?

CONDIVI QUESTA NOTIZIA:
tempo cerniera

Martedì 10 novembre del “famigerato” 2020, anno bisesto. Scrivo queste righe sul balcone esposto a Sud Ovest. Il termometro (tarato per una registrazione scientifica, libera dalle influenze parassite) segna 16,9 gradi. Nella notte la minima non è andata sotto i 6,5°. La temperatura media alla fine sarà di 11,7°. Un po' più bassa di ieri e dell'altro ieri, quando la massima fu di 19,6° e all'alba -il momento più fresco- di 8 gradi per una media termica di 13,8°. Domani è l'undici novembre e farei presto a dire che, beh -nulla di strano- è l'estate di san Martino, quel periodo autunnale in cui il caldo fa di nuovo capolino prima che la stagione si inabissi nell'inverno. Potremmo bere insieme il vino novello su questo nostalgico ricordo di un passato folklorico e comunitario, di quando l'Europa contadina si dava ad una settimana di grassi bagordi in cui i primi maiali venivano sacrificati, si attendeva il passaggio delle oche selvatiche per farne scorta per l'inverno e, qui da noi, si lasciavano i “rapulìn” -i piccoli grappoli sfuggiti alla vendemmia- alla gente povera che sciamava sulle balze delle Langhe così come sulle colline prealpine nei boschi per raccogliere le ultime castagne. Potremmo dire, è così, è la tradizione. E invece non è esattamente così. Perché di “estati di san Martino” ne abbiamo avute da settembre ad oggi a ripetizione, tali da riproporre record del caldo che alla fine lasciano il segno. Carezze gradevoli per noi che amiamo il sole e i foliage gialli dei nostri autunni sereni, ma che diventano veri e propri insulti per un clima che dovrebbe vedere novembre come il quarto mese più piovoso dell'anno dopo maggio, aprile ed anche ottobre mentre invece finora non ci ha ancora regalato una goccia d'acqua. Una ripetizione forse di quanto avvenuto nel 2015 e nel 1981, i soli due casi di piogge zero. Infatti un grappolo di alte pressioni domina ormai l'Europa e nessuna perturbazione atlantica sembra in grado di riportare un po' di pioggia e neve da qui e nelle prossime due settimane. Senza parlare delle temperature . Ottobre è stato alla fine uno dei quattro più caldi della storia climatica mondiale. Novembre promette al momento di uguagliare il mese del 2015, quando la temperatura media fu di circa 4 gradi superiore a quella secolare! È il riscaldamento globale, bellezza! Inutile e pericoloso ormai negarlo o tergiversare. Intanto, le alte pressioni continuano a negarci la stagionalità normale e l'arrivo di quella neve novembrina sulle Alpi, che -mancando- andrà ancora ad intaccare i pochi ghiacciai (i più meridionali delle Alpi) che resistono alle vampate di queste estati ripetute. Per il resto il sole resisterà alle nebbie sulle basse che oscureranno il cielo tra giovedì e venerdì con un lieve abbassarsi dei termometri. La temperatura massima meno generosa la avremo venerdì, con circa 11-12 gradi . Poi da sabato e fino a lunedì- martedì riprendono cieli più puliti con massime che tornano sui 17-18 gradi e minime sempre attorno o sopra i 5 gradi. La prossima settimana prevarrà ancora il sole. romano.fulvio@libero.it

Ulteriori informazioni sull'edizione cartacea

Edicola digitale

Sfoglia

Abbonati

le più lette

LE ALTRE NOTIZIE

Powered by Gmde srl