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Mentre finisce un altro anno record del caldo si avvicina per Capodanno il gelo artico.

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tempo cerniera

Stai a vedere che alla fine quelle anticipazioni sull'inverno diventeranno previsioni vere e proprie. Non erano profezie, e magari non lo saranno mai, ma intanto che quest'anno l'inverno si stesse muovendo verso di noi con un'allure  un po' più tradizionale lo si intuiva da vari segnali. Intanto la originalità climatica di questo 2020 (che il diavolo se lo porti -e non tanto per il caldo- all'inferno). L'inferno, si capisce, ma la sua originalità non deriva dalle temperature medie che ha fatto registrare, anzi. Perché alla fine anche questo sarà uno degli anni più caldi, anzi il più bollente, nel Cuneese e non solo. Al suo termine il 2020 misurerà quasi sicuramente la temperatura più alta battendo così tutti i precedenti primati. Ancora un anno record, quindi, l'ennesimo. Contiamoli questi anni caldi che abbiamo vissuto dal 2000 in avanti.  Il 2003 ce lo ricordiamo tutti, fu il primo record di una lunga serie. Bene , boccheggiammo allora, ma meno di quest'anno:  fu di un grado e un due/tre decimi più fresco 2020. Anno terribile il 2003, ma che fu già superato nel 2007 con tre decimi di grado in più di temperatura media annuale. Passano quattro anni ed ecco nel 2011 il terzo record quasi consecutivo. Che però fu battuto a sua volta nel 2015 di altri due decimi di grado. Insomma,  con regolarità ogni quattro anni il caldo superava dal 2000 in avanti se stesso. Non fosse che in questi ultimi 5 anni ben tre annate hanno a loro volta raggiunto il palmarès, una dopo l'altra, succedendosi ininterrottamente sul primo gradino di questo immaginario podio del Riscaldamento Globale e Locale, il Glocal Warming. Infatti nel 2017 la media termica fu superiore di mezzo grado a quella del 2015. Il 2019  ha poi raggiunto a sua volta il più alto posto nel podio e quest'anno con i previsti 14,4° di media a Cuneo-centro il 2020 arriverà  a superare di quasi tre valori la media storica dal 1877 a oggi. Tre gradi sono tantissimi e forse già troppi. Teniamo pure conto di un'isola di calore urbana aumentata dall'800 ad oggi (anche se la zona è tutto sommato sempre quella, con i fiumi e il verde vicino) e togliamogli -eccedendo- anche un grado, rimangono comunque temperature di due valori sopra la media secolare. Se non è riscaldamento termico questo! Ma torniamo all'inverno appena iniziato (quello meteo ché per quello astronomico basterà aspettare lunedì 21 prossimo venturo). La prima decina è stata quasi da “grande inverno “ del passato. Santa Bibiana e santa Barbara hanno fatto la loro parte con nevi a ripetizione. Ma poi a santa Luca è tornato con il cielo stellato con un anticiclone rimesso solo in queste ore in discussione da una debole perturbazione che mercoledì mattina porterà un po' di neve sulle Alpi cuneesi e monregalesi. Ma poi già dal pomeriggio di mercoledì e poi per i due giorni successivi ecco la rimonta anticiclonica con sole prevalente tra giovedì e venerdì, con minime attorno allo zero e massime sui 7/8 gradi. Freddo la mattina ma giornate non gelide. Tra sabato e domenica arriva un'altra percussione sud-atlantica: piogge anche al piano, neve a quote medio alte, sopra i 900-1000 metri. Ma poi, dal 21, lunedì, fino a Natale e oltre continuerà questa fase di temperature moderate (medie attorno ai 6 gradi e minime attorno o sopra lo zero). Ma ecco che i modelli cominciano a prospettare una svolta gelida a Capodanno con l'arrivo dei venti e dei freddi di Buriàn. Un anno caldo (anzi, da record!) ma con frequenti parentesi fredde se non gelide.
romano.fulvio@libero.it

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