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Il fine settimana siberiano farà pensare al 2012 (speriamo non al 1956). L'inverno continua nel “suo”

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Il fine settimana siberiano farà pensare al 2012 (speriamo non al 1956). L'inverno continua nel “suo”

Come emozionano queste giornate dell'anno in cui non capiamo bene se stia finendo l'inverno oppure se dietro l'angolo vi sarà un suo ultimo spintone. E magari non ultimo, anche se è da un po' di anni che la primavera anticipa, indifferente alla nostra possibilità o meno di approfittarne. Pensate al febbraio del 2020 (fino a poco fa “l'anno del covid”, ma ormai “il primo anno della peste”, vista l'aria che tira con i ritardi nelle vaccinazioni). Era stato il febbraio più caldo della nostra storia meteo recente, quella che comincia dall'ultimo quarto del secolo XIX per intenderci. Dal 1877 non avevamo mai avuto un febbraio con quasi nove gradi (!) di temperatura media nelle città che godono dell'isola di calore urbano e di un paio di gradi in meno nelle campagne. Lo sconforto per il Lockdown fu accentuato allora anche dal clima, che faceva esplodere la natura sulla nostra amata collina mentre a noi era lasciato -ed è tutt'altro che poco-  il ringraziamento per non essere inguaiati dal morbo. Quest'anno due mesi di inverno “serio” e poi le favoniche lusinghe di caldi incipienti dopo la Candelora, seguite da calori discreti che anche di notte avevano contribuito a cancellare la neve sulle nostre quote di pianura, ci avevano fatto credere che...  Che l'Orso predittivo della Candelora si fosse sbagliato nel vedere “chiaro” tanto da rimandare di 40 giorni la primavera. No, la rinascita stagionale sembrava ormai a portata di mano e in arrivo molto prima della sua data naturale dell'equinozio del 20 marzo. Poi, in questi ultimi giorni,  i primi dubbi. Che venivano dai modelli matematici, via via sempre più concordi nel predire un fine settimana- il prossimo- di geli artici e siberiani sull'Italia dopo aver invaso mezza Europa. Geli seri, come o quasi quelli del febbraio 2012, li ricordate, quando ci furono due settimane almeno in cui ci stupivamo a leggere minime di -20, -24 gradi sulle nostre pianure e nostre colline, quasi fossimo tornati in Siberia. Tornati, perché noi la Siberia l'avevamo già provata nel 1956, quel terribile febbraio che registrò in città temperature medie di quasi -5°, con minime oltre i -15°... Tornerà quel feroce febbraio? Speriamo di no, non del tutto almeno, perché al momento (in questo martedì che dopo massime gradevoli già vede avvicinarsi nubi da Ovest che porteranno qualche pioggia e qualche neve collinare nella notte) i modelli si stanno ammorbidendo. Passata le nevetta di mercoledì all'alba avremo ancora un respiro di pausa di sole giovedì con massime verso i 10° e con brinate attorno allo zero. Ma già dalla notte arrivano le nubi da Nord Est che porteranno le temperature - in alcune ore di fiocchi gelidi, una spruzzata fino a quote basse- a non superare che di poco gli zero gradi, con una media termica ormai già negativa. Media che peggiorerà ancora sabato tra arie gelide da Nord, nuvole e sole algido con valori minimi di -4°/-7° e massime che non andranno di molto al di là dl gelo. La domenica, san Valentino, fate caso alle gazze che svolazzano nei vostri campi, nei parchi pubblici o nel vostro giardino. Per Valentino la gazza sale sul ramo del pino e guarda in su. Se non si ferma e vola via è perché la “prima” è ancora lontana. E la gazza volerà via, secondo noi, nonostante il sole. Perché il dì di festa sarà ancora più freddo nelle minime, ma un po' meno nelle massime. Poi staremo a vedere. Ancora ghiaccioli sono previsti fino a metà settimana quando-mercoledì- potrebbe ancora nevicchiare. Dopo, le temperature sembrano in possibile crescita... Sarà la volta buona?

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