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Il giardino senza neve e gelo annuncia (fra qualche giorno) uno scampolo di primavera

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Il giardino senza neve e gelo annuncia (fra qualche giorno) uno scampolo di primavera

A volte ci chiediamo se sia possibile narrare il clima (o, se preferite, il tempo che fa e farà) a partire da un pezzo di terra. Anche solo un fazzoletto o poco di più. Che potrebbe essere, per esempio,  il giardino che avete attorno a casa, magari il “francobollo” dedicato all'orto. Oppure anche solo uno spazio di verde condominiale con qualche siepe anonima ma che comunque sempre “verde” è. Crediamo di sì ed anzi pensiamo che questa sia una condizione (come si diceva una volta: “sine qua non”) per abituarsi all'osservazione puntuale, quotidiana del tempo. Avere un campo di sperimentazione quotidiana oltre che una piccola grande fortuna è alla fine l'unico modo per non trasformare il clima in una serie di numeri, anonimi per chi non sia abituato a interpretarli. Certo, poi ci sono le gite, le scappate in Ponente, le meraviglie delle nostre montagne. Ma quella piccola terra, destinata solo a noi e non all'”industria”, al nostro personale piacere e diletto, ci fa sentire una radice naturale che risveglia ricordi arcani offrendoci una bellezza da difendere. In tempo di Covid quel fazzoletto di terra è stato finora (e continuerà ad essere) la miglior difesa contro la disperazione. Non solo difesa dalle paturnie del confinamento ma anche rassicurazione di una continuità del tempo e della natura che il morbo aveva intaccato in ognuno di noi. Ci veniva in mente questo quando, prima dell'ultima “sparata” del freddo siberiano, abbiamo approfittato delle giornate primaverili che avevano sgombrato la stradetta che conduce alla nostra amata collina. Ritornarvi dopo settimane di nevi e di geli era un piccolo miracolo che sembrava regalarci san Valentino e una primavera che sembrava ormai arrivata. Sapevamo però che non era così, e infatti i -8/-9 gradi che hanno raggelato la nostra costa prealpina hanno portato con sé quel verglas e quella nevetta insidiosa che ci hanno dissuaso dal ripercorrere il sentiero del “buen retiro”. Avremo allora pazienza, noi insieme anche a voi, di attendere che, dopo questo ritorno dell'anticiclone che ci ha riportato sole e massime sopra o zero, che si avverino le “profezie” dei modelli matematici. Sono favorevoli e dovrebbero confermare quello che -proprio grazie al francobollo di terra- sapevamo già. E cioè che passato il tempo del Carnevale un po' di spazio alla primavera in genere arriva. È ciò che è successo anno dopo anno dal 1990 in poi. Con ricadute, certo, ma anche con una certa continuità. E infatti, sopportiamo ancora queste minime notturne sotto lo zero fino a giovedì o al massimo venerdì, non facciamoci scoraggiare da qualche nuvola che dopo il bel sereno di questo mercoledì 17 affluirà ad importunare con foschie le piane basse e la nostra voglia di cieli blu. Soprattutto non abbandoniamo le speranze dopo i cieli a tratti grigi tra giovedì e venerdì e soprattutto dopo le gocce di pioggia previste sulla Val Tanaro e Monregalese tra venerdì e sabato. Sono “modelli matematici” e a volte anche loro esagerano. Noi ci aggrapperemo alle temperature massime che grazie all'anticiclone che sale dalle coste marine dopo il botto di mercoledì si manterranno dai 9 agli 11 gradi nel fine settimana. Siamo ottimisti anche se la Luna è ancora quella di febbraio. Da lunedì avremo uno scampolo di primavera che durerà per sette giorni. Massime fino a 20 gradi e sole a gogo. romano.fulvio@libero.it 

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